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I grandi esclusi dal Consiglio:
i ‘pesi massimi’ dorici
che mancano lo scranno in Regione

ANCONA – Dall'ex sindaco Sturani e l'ex deputato Lodolini in quota Dem, al capogruppo leghista uscente Zaffiri, passando per l'ex sindaco di Falconara Brandoni, l'azzurro Silvetti, Gnocchini per il Centro e Gitto per il Psi
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Da sinistra: Brandoni, Gnocchini, Lodolini, Sturani, Zaffiri

 

di Martina Marinangeli

Nomi di peso, ben noti nel capoluogo e nel resto della provincia, quella che elegge più consiglieri regionali. Eppure, non ce l’hanno fatta ad entrare nella rosa dei 30 che siederanno sugli scranni di Palazzo Leopardi. Si tratta dell’ex sindaco di Ancona Fabio Sturani e dell’ex deputato Emanuele Lodolini, sponsorizzato dalla prima cittadina Valeria Mancinelli. Protagonisti di un duello tutto interno ai dem dorici, alla fine nessuno dei due è stato premiato dalle urne. Ed ancora il capogruppo uscente della Lega Sandro Zaffiri, dai pronostici dato per certo. C’è poi il caso dell’ex sindaco di Falconara Goffredo Brandoni, sconfitto al fotofinish dal consigliere comunale Marco Ausili in quota Fdi: per lui, però, potrebbe ancora esserci una chance di ripescaggio. Infatti, la legge elettorale marchigiana prevede l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere: dunque, se il governatore Francesco Acquaroli optasse per una giunta tutta interna, si libererebbero sei posti, che andrebbero occupati dai primi esclusi. Non passano neanche i nomi dell’ex consigliere regionale azzurro Daniele Silvetti, di Marco Gnocchini per il centro e del presidente di AnconAmbiente Antonio Gitto tra le fila del Psi. La maggior parte di loro ha affidato al proprio profilo sociale l’analisi del risultato.

Da sinistra a destra: Ausili, Biondi, Bora, Ciccioli, Latini, Mastrovincenzo (parte dei consiglieri entranti)

A partire da Sturani: «tutti voi semplicemente, #grazie! Un sincero ringraziamento va a Maurizio Mangialardi, che con impegno e grande serietà ha cercato di far comprendere al meglio ai marchigiani un progetto di governo efficace ed ambizioso. Ringrazio di cuore i tanti volontari che in questi due mesi mi hanno sostenuto, spronato e incoraggiato. Un ringraziamento va anche a tutti coloro che, esprimendo la preferenza, hanno riposto fiducia nella mia persona. Tanto che nella città di Ancona sono il candidato più votato. A ciò faccio seguito con una brevissima riflessione, figlia di una doverosa analisi del voto: intanto, il Pd resta il primo partito delle Marche con oltre il 25%. Ed è il primo partito anche ad #Ancona città con oltre il 33%. Risultato non da poco, a cui sento di aver contribuito in maniera incisiva con le 1.800 preferenze espresse sulla mia candidatura. Indubbiamente quanto accaduto ci impone un approfondimento su più livelli, da quello regionale a quello più strettamente locale. Credo che dovremmo confrontarci su alcuni temi, per correggere laddove si è sbagliato e aprirci ad un percorso nuovo. Rimbocchiamoci le maniche e subito al lavoro. Si riparte da qui». Anche Lodolini si rivolge ai suoi sostenitori ringraziandoli «di cuore per quanto avete fatto, per il sostegno in una sfida difficile. Alla fine restano l’affetto, la stima, la vicinanza al di là del terzo posto in lista con 3308 preferenze che però non mi bastano per essere eletto. Grazie a Maurizio Mangialardi per l’energia, la grinta, la competenza che ha messo in questa battaglia. Infine. Non da ultimo. Buon lavoro al Presidente Acquaroli e ai consiglieri eletti tutti». Per Brandoni «al termine di questi lunghi mesi di campagna elettorale è tempo di tirare le somme e fare bilanci. Non prima di aver ringraziato tutti i 2.164 cittadini che si sono recati alle urne e hanno scritto il mio nome sulla scheda, tutti gli amici e i sostenitori che mi sono stati vicini in questa esperienza elettorale davvero entusiasmante. Anche se non sono riuscito a essere eletto come consigliere regionale voglio sottolineare l’ottimo risultato personale, maturato senza l’aiuto del partito (sono stato candidato come indipendente con Fratelli d’Italia), che qui a Falconara ha le sue fondamenta. Nella mia amata città, che ho avuto l’onore di guidare per 10 anni come Sindaco e che adesso servo con altrettanto onore da Presidente del Consiglio Comunale, sono stato il più votato in assoluto con ben 1.063 preferenze. L’altro migliaio di voti è arrivato dalla provincia e dando una scorsa anche agli altri Comuni balzano agli occhi i tanti voti ricevuti nella vicina Ancona e, soprattutto, nei Comuni della Bassa Vallesina: sono stato il più votato in assoluto a Camerata Picena, il più votato della mia lista a Montemarciano e a Monte San Vito. Cittadini dei Comuni limitrofi con cui ho avuto più modo di confrontarmi nel corso di questi anni di lavoro a servizio del territorio e che hanno toccato con mano il buongoverno falconarese. Un modo di interpretare il lavoro amministrativo che, sono certo, è il medesimo del nuovo governatore, Francesco Acquaroli, al quale voglio augurare buon lavoro insieme alla sua futura squadra di giunta e a tutta l’Assemblea Legislativa delle Marche. Oggi, come a Falconara nel 2008, anche la Regione Marche ha deciso di cambiare e di dare credito al centrodestra. Sta adesso al centrodestra il compito di non tradire questa fiducia che è stata accordata. Questa è la mia esperienza, questo è il modo con cui intendo il compito di amministrare la cosa pubblica e restare al servizio dei cittadini». Zaffiri fa «gli auguri ai nuovi Consiglieri Regionali Biondi e Bilò. Vorrei Ringraziare dal profondo del cuore i miei amici ( perché di amici si tratta ) e cittadini che hanno creduto in me da sempre, non facendo mancare il loro supporto anche questa volta. Sono tranquillo e continuerò, come ho sempre fatto, ad impegnarmi politicamente. Lo farò più di prima per dare un concreto contributo. #IoNonMolloMai!».

Ceriscioli, Mangialardi, Mancinelli

Gnocchini, invece, osserva come, «se ci fosse stata una vera discontinuità e una leadership forte in grado di interpretarla, avremmo vinto queste elezioni. Abbiamo sostenuto con forza questa posizione fin dall’inizio del confronto tra le formazioni politiche per la scelta del candidato presidente. Purtroppo la richiesta di una leadership forte come poteva essere quella di Valeria Mancinelli e di un progetto nuovo che sapesse interpretare le istanze del territorio trascurate dalla giunta Ceriscioli è rimasta inascoltata. La tenuta della coalizione moderata e riformista nella provincia e soprattutto nel Comune di Ancona è legata anche al buon governo di questi anni. Per il resto, Mangialardi non poteva far altro che limitare i danni. Non possiamo che esprimere rammarico per questi risultati; credo che in questo scenario il Centro, formazione giovane nata poche settimane prima della campagna elettorale, abbia comunque saputo dare un contributo importante; ringrazio tutti quelli che mi hanno dato fiducia». Nel capoluogo, Gnocchini è risultato il candidato consigliere più votato tra gli alleati del Pd.

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