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L’assessore Giorgia Latini all’attacco:
«Mannaia del Governo su spettacoli e sport»

DPCM - La componente della giunta Acquaroli non ci sta e critica il decreto: «Chiudere è una scelta discriminatoria»
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Giorgia Latini

 

«La chiusura di teatri, cinema, palestre e piscine è una scelta politica discriminatoria di settori che hanno investito tantissimo, in termini economici e di organizzazione interna, per lavorare in assoluta osservanza delle norme anti contagio. Condivido la protesta del mondo dello spettacolo e dello sport per le disposizioni di chiusura contenute nell’ultimo Dpcm» così Giorgia Latini, neo assessore regionale alla Cultura e alla Sport della Regione. Perplessità sulle disposizioni decise dal Governo sono state avanzante dal presidente della Regione Francesco Acquaroli. L’esponente della Lega però va oltre ed esprime tutta la sua insoddisfazione per queste misure. «Il Governo non ha affatto tenuto conto delle forti perplessità che ieri, in Conferenza Stato-Regioni, i presidenti hanno espresso in merito a queste chiusure “di settore”. I cinema e i teatri, come ho avuto modo di verificare personalmente alla prima della stagione sinfonica a Jesi pochi giorni fa, sono luoghi sicuri, dove distanziamenti e sanificazioni sono adottati alla lettera e i dati lo dimostrano: se solo un contagio si è verificato in 4 mesi di attività per un totale di 2.800 spettacoli monitorati da Agis, è evidente che il rischio per chi ha frequentato teatri e cinema è stato pari a zero. Il mondo dello spettacolo e quello dello sport hanno accettato, con grande senso di responsabilità, il sacrificio economico del taglio delle presenze e degli accessi, ma in cambio hanno ricevuto quella che sembra una punizione indiscriminata e discriminatoria. Il governo non ha tenuto in nessun conto neppure l’altissimo valore sociale che il mondo dello spettacolo e dello sport ha in sé, calando la mannaia della chiusura totale senza una valutazione approfondita delle conseguenze che questa comporterà non solo dal punto di vista economico a breve termine, ma anche gli effetti sul lungo termine sulla nostra società e sulle eccellenze della nostra cultura e dello sport che significa anche salute, del corpo e della mente».

Acquaroli: «Chiusure non condivise, ora risarcire gli operatori»

 

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