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Ecosistema urbano:
Ancona al 44esimo posto
Aic: «Ennesima brutta figura»

IL REPORT di Legambiente che prende in considerazione, tra gli altri criteri, le scelte urbanistiche, i servizi di mobilità e l'uso delle fonti rinnovabili. Il capoluogo dorico, rispetto al 2019, ha perso due posizioni
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Ecosistema urbano: Ancona al 44esimo posto (su 104) nel report stilato da Legambiente. Perse due posizioni rispetto al 2019.  La classifica, che vede sul gradino più alto Trento, mira a premiare la vivibilità ambientale delle città, prendendo in considerazione alcuni criteri come le scelte urbanistiche, i servizi di mobilità e l’uso delle fonti rinnovabili.  Il 44esimo posto di Ancona è stato commentato dal gruppo politico Altra Idea di Città: «La situazione non è rosea, per usare un eufemismo, in tutta Italia ma, concentrandoci sul nostro capoluogo, Ancona si trova al 44° posto su 104, perdendo due posizioni rispetto al 2019. Analizzando i dati nel dettaglio, l’unico aspetto positivo della nostra città riguarda l’efficienza di depurazione (10° su 104), mentre ci troviamo decisamente più in basso nella classifica di altri indicatori molto importanti. Tra i peggiori ci sono gli indicatori per le piste ciclabili (ultimi in tutta Italia) ed infrastrutture per la ciclabilità (87° su 104); aree pedonali (66 su 104), raccolta differenziata (64° su 104) e classifica delle particelle PM10 nell’aria (70° su 104). Inoltre, siamo ultimi sul numero di alberi per abitante, tutto questo in una città che, grazie alla mozione del nostro consigliere Rubini, lo scorso anno ha firmato la dichiarazione di emergenza climatica. La questione ambientale è ormai cruciale da diverso tempo, per la politica, per le generazioni attuali e future e serve un cambio di marcia netto prima che sia troppo tardi.  Purtroppo però nella nostra città continuano ad essere proposti progetti vecchi e dannosi: chiusura della stazione marittima, parcheggio multipiano San Martino in pieno centro, nuova banchina per le grandi navi da crociera, piste ciclabili improvvisate e totalmente disfunzionali. Servirebbe invece invertire completamente la rotta con provvedimenti reali e concreti per migliorare la qualità dell’aria, per favorire la crescita del verde urbano, per incentivare la mobilità sostenibile e sostenere il trasporto pubblico.  Non c’è più tempo per le parole».

Al link il report Legambiente

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