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I sindacati bocciano l’idrossiclorochina
e chiedono un confronto
su Piano socio sanitario e ospedali

SANITA' - Cgil, Cisl, Uil sono preoccupati per l'ipotesi di usare il farmaco nelle Marche, «il ministero della Salute parla di effetti collaterali potenzialmente letali». Chiesto incontro con la giunta regionale anche sulle nuove strutture sanitare, che ritengono necessarie
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IDROSSICLOROCHINA

 

Cure con ozono, plasma e idrossiclorochina, forti perplessità dai sindacati Cgil, Cisl, Uil sull’idea di utilizzare queste terapie nella cura del Covid nelle Marche. Ad annunciare la volontà di chiedere di valutare l’uso di questo tipo di cure era stato nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini. «In particolare, per quanto riguarda l’utilizzo dell’idrossiclorochina anche di recente il ministero della Salute ha ribadito la “sostanziale assenza di benefici, con possibili effetti collaterali anche gravi e potenzialmente letali”» dicono i sindacati. Che aggiungono che «la stessa Agenzia Italiana del Farmaco ha sospeso l’autorizzazione all’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid al di fuori degli studi clinici, e anche il World Health Organization sconsiglia l’utilizzo di tale farmaco al di fuori degli studi clinici. Riteniamo che la lotta al virus richieda sforzi enormi e talvolta anche di percorrere strade inesplorate, ma è sempre necessario usare cautela e soprattutto tener conto delle valutazioni del mondo scientifico in maniera rigorosa».

COVID-CORONAVIRUS-ARCHIVIO-ARKIV-37A preoccupare i sindacati è più in generale la situazione sanitaria «sempre più difficile e gravosa, sia dal punto di vista dell’elevato numero di contagi che si registrano ogni giorno, che per le criticità nel garantire percorsi di tracciamento dei contagi stessi, oltre naturalmente alla mancanza di personale, su cui grava di nuovo tutto il peso dell’emergenza e alle enormi difficoltà delle strutture ospedaliere e sanitarie» dicono i sindacati. Temi che nei giorni scorsi le segreterie hanno già incontrato l’assessore regionale Saltamartini, dialoghi che proseguiranno nei prossimi giorni. «Oltre agli aspetti legati all’emergenza, riteniamo urgente discutere con la Giunta regionale anche dei rilevanti temi di prospettiva come quelli emersi in questi giorni: nuovo Piano Socio-sanitario e ridefinizione della rete ospedaliera. Cgil, Cisl, Uil Marche hanno sempre contestato la scelta della precedente Giunta di ricorrere al project financing per la realizzazione dei nuovi ospedali, ma continuano a ritenere necessario procedere rapidamente al completamento delle opere di edilizia ospedaliera in atto e procedere alla realizzazione di nuovi ospedali, opere particolarmente urgenti almeno in alcune realtà». I sindacati aggiungono che «la debolezza e i ritardi del sistema sanitario marchigiano si riscontrano sul fronte della medicina di territorio e sul sottodimensionamento delle strutture territoriali (strutture residenziali e semiresidenziali) e dei servizi domiciliari». Secondo i sindacati le strade per risolvere questi problemi sono due: aumentare il numero delle Case della salute e qualificare gli ospedali di comunità.

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