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«Hanno rapinato una banca a Senigallia»
Ma il giorno del colpo erano in Sicilia

PROCESSO - Sono stati prosciolti da ogni accusa due catanesi finiti a giudizio perchè sospettati del blitz avvenuto nella filiale Unicredit di via Leopardi, dove erano stati rubati nell'agosto 2015 circa 60mila euro. Quel giorno, un imputato si trovava in carcere. L'altro aveva l'obbligo di firma
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Il tribunale di Ancona

 

Finiscono a processo con l’accusa di aver rapinato una banca di Senigallia. Ma il giorno del colpo si trovavano in Sicilia, a quasi mille chilometri di distanza dalla città della ‘spiaggia di velluto’. E per giunta, uno era recluso in carcere, l’altro aveva l’obbligo di firma. Per entrambi gli imputati, due catanesi di 54 e 59 anni con precedenti per reati predatori, questa mattina è arrivato il proscioglimento predibattimentale, stabilito dal collegio penale presieduto al giudice Francesca Grassi. In pratica, non c’è stato bisogno di aprire l’istruttoria e di ascoltare i testimoni. All’origine della decisione, i documenti presentati durante la scorsa udienza dai difensori Jacopo Saccomani e Stefano Mengucci. Hanno dimostrato essenzialmente che, il giorno della rapina contestata, il 59enne si trovava in carcere, a Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina. L’altro aveva l’obbligo di firma in caserma, in un comune del Catanese. Insomma, impossibile che potessero essere loro gli autori del colpo che il 31 agosto 2015 era stato messo a segno alla filiale Unicredit di via Leopardi. Dalla banca, due rapinatori con il volto parzialmente coperto e armati di taglierino e pistola avevano portato via circa 63mila euro in contanti. Si è arrivati a stringere il cerchio attorno ai due catanesi nel 2017 dopo aver ascoltato i testimoni (clienti e dipendenti della banca) e aver estrapolato le immagini delle telecamere della filiale. La procura deve aver tenuto conto anche dei precedenti specifici dei due siciliani, non nuovi alla rapine. Nel dicembre 2019, il gup ha stabilito il rinvio a giudizio. Lo scorso ottobre, l’apertura del processo. Sede in cui i legali difensori hanno potuto mettere agli atti la documentazione che collocava il giorno della rapina i due imputati a quasi mille chilometri di distanza dalle Marche. Inoltre, la corporatura dei banditi in azione a Senigallia differirebbe in maniera sostanziale da quella dei due accusati. Dunque, il colpo all’Unicredit è rimasto – almeno per ora – senza colpevoli.

(fe.ser)

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