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Strage della Lanterna Azzurra:
in un docufilm i progetti perchè
«una tragedia simile non capiti più»

8 DICEMBRE 2018 - Si chiama “Parlare nel silenzio, nascita di un manifesto” lo short film promosso da Cogeu, l'associazione dei familiari nata dopo quanto avvenuto due anni fa a Corinaldo. Al centro della pellicola, la sicurezza nei locali per divertirsi in maniera consapevole e responsabile
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Le vittime di Corinaldo

 

“Parlare nel silenzio, nascita di un manifesto”. E’ il titolo del docufilm voluto da CO.GE.U, il comitato di genitori che si è costituito a Senigallia a seguito della tragedia di Corinaldo e che è poi evoluto in associazione aperta anche ai ragazzi, dove giovani e adulti collaborano per un unico scopo: un divertimento più sicuro per fare sì che un fatto simile a quello della Lanterna Azzurra (sei vittime, circa 200 feriti) non accada mai più. Ambientato nella discoteca MamaMia di Senigallia e diretto dal regista Tommaso Luzi, lo short film sarà diffuso l’8 dicembre prossimo, a due anni esatti da quel terribile giorno. Attraverso le voci e le interviste ai ragazzi, i veri protagonisti di questa storia, “Parlare nel silenzio, nascita di un manifesto” racconta che cosa è stato fatto da allora, mettendo in luce, oltre al ricordo di chi non c’è più, l’atteggiamento positivo e costruttivo delle persone coinvolte che da un’esperienza dolorosa hanno saputo trarre l’opportunità di realizzare una serie di progetti utili alla loro generazione. Iniziative capaci di contagiare altri giovani e che, partendo dall’assunto “da un concerto si esce senza voce, non senza vita”, sono culminate nella stesura del “Manifesto del divertimento in sicurezza”, redatto con la collaborazione di OneDay e ScuolaZoo e vero fil rouge della testimonianza video.

Luigina Bucci

Luigina Bucci, Presidente CO.GE.U: «L’idea che ci ha orientati alla realizzazione del docufilm è stata quella di non lasciare che il lockdown occupasse tutti gli spazi ed eliminasse la forza positiva che era emersa dal ricordo della tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo, nella giornata dell’8 Per il futuro – Da un concerto si esce senza voce e non senza vita – a Senigallia nel 2019. Abbiamo collaborato con l’Università Politecnica di Ancona alla firma di un protocollo di intesa per l’istituzione di sei premi di laurea dedicati ad Asia, Benedetta, Daniele, Emma, Eleonora e Mattia. Con l’Università degli Studi di Urbino stiamo avviando un percorso di studio per una comunicazione di lancio del docufilm e del Manifesto più immediata e vicina ai giovani. Il messaggio che vorremmo lanciare è il grande impegno profuso nelle attività del CO.GE.U, dai ragazzi della nostra comunità, molti dei quali presenti quella maledetta sera o amici dei giovani deceduti. Hanno lavorato per i loro coetanei, in collaborazione con OneDay e ScuolaZoo , alla realizzazione del Manifesto del divertimento in sicurezza per far sì che tutti i locali di intrattenimento che organizzano eventi per minori possano diventare luoghi sicuri per un divertimento consapevole, che impegni sia i gestori e sia i ragazzi ad un patto di corresponsabilità affinché la tragedia di Corinaldo non si verifichi più».

Lanterna Azzurra

Il docufilm “Parlare nel silenzio, nascita di un manifesto”, voluto da CO.GE.U e divulgato dall’8 dicembre 2020 sul sito, sul canale youtube e su tutti i canali social dell’associazione, non vuole solo celebrare e raccontare il percorso intrapreso dai ragazzi, ma rappresenta un ulteriore utile strumento per continuare a tenere la guardia alzata sulla sicurezza nelle occasioni di divertimento che coinvolgono minori, utilizzando codici e linguaggi del loro mondo affinché il messaggio sia ancora più efficace. Tommaso Luzi, regista del docufilm: «Parlare di sicurezza nel 2020 è essenziale. Questi ragazzi si alzano tutte le mattine con un pensiero in testa: prima di riaprire locali e discoteche, sensibilizziamo tutti. Ed è giusto perché se non c’è sensibilizzazione, se non c’è un modo per condividere il dolore, andare oltre e guardare al futuro insieme, il singolo non può nulla. Loro lo hanno imparato a loro spese. È stato un progetto molto interessante. È stato sorprendentemente facile parlare con questi giovani adulti. Ascoltarli mi ha riportato ai miei tempi del divertimento, a quando ero giovane e andavo in discoteca, a tutte le volte in cui ho forse rischiato senza rendermene conto. Questi ragazzi mi hanno insegnato tanto. Io con la mia telecamera sono riuscito a cogliere alcuni momenti, delle frasi, delle frazioni di quello che è stato il loro percorso. Credo che insieme siamo riusciti a togliere il velo dalla sofferenza scoprendo un grande coraggio. Sono contento di aver avuto la possibilità di raccontare tutto questo.  Questo è il secondo anniversario. Due anni da quella tragica notte. Il 2020 avrebbe dovuto essere un altro trionfo di colori in piazza. Di musica, di incontro e di confronto. Una seconda, ancor più grande occasione, di divulgare il loro messaggio. L’anno 2020 non lo ha permesso. Quest’anno dobbiamo saltare, quest’anno non si può fare nulla. E invece No. Questa la risposta dei giovani associati dell’Associazione CO.GE.U. Nel silenzio della movida, al centro della loro vicenda, prendono l’occasione per parlare ai loro coetanei attraverso questo documento. Una raccolta di interviste, punti di vista e racconti dei protagonisti di questo gruppo. ‘Forse, il miglior modo di far capire un messaggio è raccontare come è nato’. Questo l’incipit su cui CO.GE.U ha sviluppato il racconto. Un gruppo variegato di adulti e di ‘giovani grandi’, che hanno in comune la voglia di trasformare il dolore e la rabbia, in qualcosa di pro positivo. Perché il ‘2020’ finirà, la loro lotta No».

Teaser del docufilm a questo link



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