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Strage Lanterna Azzurra,
Matteo Principi: «Ho il dovere di contribuire
al raggiungimento della verità»

CORINALDO - Il sindaco figura tra gli indagati nell'inchiesta bis sul rilascio delle autorizzazioni e sul rispetto delle norme di sicurezza della discoteca dove persero la vita sei persone e ne rimasero ferite circa 200. «La trasparenza è una condizione fondamentale per fare chiarezza» aggiunge
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Matteo Principi

 

 

«Ieri sono stati notificati gli atti di chiusura delle indagini preliminari che mi vedono coinvolto relativamente agli avvenimenti della Lanterna Azzurra. Ho sempre ritenuto doveroso, per il ruolo che ricopro, informare la comunità puntualmente sull’evolversi della vicenda giudiziaria. Come spesso fatto in Consiglio Comunale e come sento di dover fare oggi in questo spazio». Matteo Principi, il sindaco di Corinaldo consegna a un post sui social media i suoi pensieri dopo l’avviso di chiusura indagini a carico di 18 persone fisiche, tra le quali figura anche lui come presidente della Commissione di vigilanza sull’attività di pubblico spettacolo, e di una società (Magic srl). I reati contestati dalla Procura a tutti gli indagati sono quelli di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni di 197 persone. Ci sono poi, a vario titolo, i falsi ideologici. «Mi è stato chiesto se avessi paura di finire sotto processo in qualità di presidente della commissione di vigilanza sui locali. – scrive il sindaco Principi – Ho risposto, come sempre: in qualità di sindaco ho il dovere di contribuire al raggiungimento della verità sui quanto accaduto quella maledetta notte, costi quel che costi, senza timore. La trasparenza è una condizione fondamentale per fare chiarezza e trovare la verità. È un impegno che mi sono preso verso tutte le persone coinvolte in questa triste vicenda. E che voglio condividere con la mia Comunità, invitando chi può a comprendere questo atteggiamento e a condividerlo nella propria quotidianità». Gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari legate all’inchiesta bis sul rilascio delle autorizzazioni e sul rispetto delle norme di sicurezza della Lanterna Azzurra, sono arrivati a 24 ore dalla condanna dei 6 ragazzi modenesi con rito abbreviato a pene tra 10 e 12 anni anni di carcere. Nella tragedia della discoteca di Corindlao tra il 7 e l’8 dicembre 2018 persero la vita sei persone e ne rimasero ferite circa 200.



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