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Corinaldo, il sindaco indagato:
«Ho la coscienza pulita»

STRAGE DELLA LANTERNA AZZURRA - Matteo Principi dichiara di essere a disposizione della Procura per chiarire ogni aspetto: «Sono pronto a collaborare al massimo, come ho detto fin dai primi istanti di quella terribile tragedia, per arrivare alla verità di quanto accaduto»
venerdì 24 Maggio 2019 - Ore 16:28
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Matteo Principi

 

di Talita Frezzi

Il sindaco di Corinaldo Matteo Principi tra gli altri otto nuovi indagati per la strage della Lanterna Azzurra. Un’inchiesta che si allarga e che coinvolge anche amministratori, professionisti, tecnici della Commissione di vigilanza che nel 2017 concessero le autorizzazioni al locale e che ora sono indagati a vario titolo per disastro colposo, cooperazione in omicidio colposo, lesioni colpose e falso. Una valanga che in un certo senso il primo cittadino si aspettava e che vive tuttavia con animo sereno, pacato. «Mi dovrò attivare per avere un supporto legale, certamente – commenta il primo cittadino – Ma sono pronto a collaborare al massimo, come ho detto fin dai primi istanti di quella terribile tragedia, per arrivare alla verità di quanto accaduto. Sono a disposizione della procura anche con un coinvolgimento diretto, ma sono pronto a sostenere l’onestà del mio operato».

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Fa fatica Principi, sindaco di una cittadina prima d’ora conosciuta per la vocazione a Santa Maria Goretti o per la sua festa di Halloween, poi improvvisamente sprofondata in un incubo. E’ tutto difficile da quel giorno. Emotivamente provato dalla serie di lutti del Lanterna azzurra che hanno scosso non solo la comunità ma anche la vita di molte famiglie, il sindaco Matteo Principi ammette che questa seconda tranche dell’inchiesta non lo ha sorpreso più di tanto ed è pronto a chiarire tutto. «Sono un amministratore – aggiunge – ero consapevole che poteva succedere per via del mio ruolo. Non fa piacere, certo. Ma l’inchiesta è uno strumento in mano alla Procura per poter chiarire bene le cose e arrivare a una definizione certa dei fatti e delle responsabilità. Mi rendo conto della difficoltà della Procura di comprendere appieno tutti i passaggi di questa drammatica vicenda, allargare l’inchiesta secondo me significa proprio avere la netta volontà di chiarire bene tutti gli aspetti, anche se per farlo sono stati indagati oltre a me anche vigili del fuoco, tecnici e dirigenti Asur. Sono, saremo pronti a chiarire tutto. Da parte mia sono tranquillo». L’inchiesta tocca anche il mondo politico, non potrebbe essere diversamente. Oggi il sindaco Principi ha convocato i capigruppo e le forze politiche per spiegare loro gli sviluppi della vicenda. Martedì si affronterà di nuovo la questione durante la giunta, occasione anche per una profonda riflessione politica. «Ho solo una fortuna – conclude Principi – quella di portare avanti la mia attività politica senza alcuna ambizione ma solo con grande onestà. Sono convinto di aver affrontato questa terribile vicenda nel modo migliore. Ora le cose si complicano, certo, ma con la coscienza pulita si superano meglio anche queste difficoltà».

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