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La mamma di Daniele scrive a Sfera Ebbasta:
“Non giocare con i sogni dei ragazzini”

TRAGEDIA DI CORINALDO - Donatella Magagnini, madre del 16enne che ha perso la vita nella discoteca Lanterna Azzurra rivolge in un post consigli al trapper e grida la sua rabbia per quello che è accaduto
mercoledì 9 Gennaio 2019 - Ore 09:54
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Donatella Magagnini al funerale con la foto di Daniele tra le braccia

Non giocare con i sogni dei ragazzini che sono morti nell’attesa che tu arrivassi. Gionata in bocca al lupo per la tua carriera da grande artista”. E’ il passaggio più forte del post rivolto al trapper Sfera Ebbasta scritto ieri da Donatella Magagnini, madre di una delle vittime della discoteca Lanterna Azzurra, nel gruppo facebook ‘Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra’. La mamma del 16enne Daniele Pongetti non concede scusanti al cantante che nei giorni della festività natalizie, a poche settimane dalla tragedia di Corinaldo, ha ricominciato a pubblicare nuove foto e commenti sui social media, considerati discutibili anche da alcuni follower.

Daniele Pongetti

“Premetto che la mia considerazione per Sfera è meno di zero – commenta nel suo post la mamma di Daniele – ma questo essere comincia a farmi incavolare. Prima di tutto perché si è fatto vivo solo dopo molti giorni dalla tragedia. Poi, per salvarsi la faccia, si è tatuato le stelline e ancora dopo mi ha fatto arrivare una sua lettera privata, scritta e firmata in stampatello, dove diceva che era molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa. Poco dopo ha pubblicato la stessa lettera sui social – prosegue – senza dire che il suo vero nome era Gionata. Una bella differenza, ciò a dimostrare il suo immenso dolore. Sui social terminava ricordando le date dei concerti come se niente fosse accaduto. Ecco caro Sfera ti rispondo sui social, è più cool”.

L’ingresso della Lanterna Azzurra durante la fiaccolata

Donatella Magagnini, con il dolore per la scoprasa del figlio che pesa come un macigno sul cuore, offre anche una serie di consigli al trapper. “Io al tuo posto, se è vero che stavi arrivando alla Lanterna, sarei venuto a verificare, a vedere che cosa era successo.- evidenzia – Non riesco nemmeno a considerarti ma ce l’ho a morte con i tuoi collaboratori, i manager, la casa discografica. Penso che sia il loro lavoro preoccuparsi di organizzare al meglio i tuoi concerti o dj set. Verificare i locali dove devi cantare. Eh sì perché la tua fama è mondiale e non puoi cantare in ex magazzini. Tu e i tuoi collaboratori imparate a non giocare con i sogni dei ragazzini che sono morti nell’attesa che arrivassi. Ciao Gionata in bocca al lupo per la tua carriera da grande artista. Ps: ricordati che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla coscienza sei morti”.

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