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Il legale del 17enne fermato:
«Non era alla Lanterna Azzurra
La droga? Non è la sua»

STRAGE IN DISCOTECA - L'avvocato Martina Zambelli: «Al mio assistito viene contestato il possesso di stupefacenti, nient'altro. Se sarà coinvolto in altre indagini staremo a vedere»
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di Talita Frezzi

«Il mio assistito è molto turbato dalla tragedia di Corinaldo, questa è una piccola realtà dove tutti ci si conosce anche solo di vista e non è possibile restare indifferenti di fronte a quanto accaduto. Ma venerdì sera non era alla Lanterna Azzurra. Tant’è che al momento non gli viene fatta alcuna contestazione per reati inerenti la vicenda di Corinaldo». Così l’avvocato Martina Zambelli, difensore del 17enne di Corinaldo che al momento è in stato di fermo per possesso di eroina e cocaina. Ma sarebbe stato indicato da almeno tre testimoni oculari come il presunto responsabile di aver spruzzato lo spray urticante venerdì notte dentro alla discoteca Lanterna Azzurra innescando il fuggi fuggi generale che ha portato alla morte di cinque ragazzini e di una mamma. Su questo aspetto l’avvocato frena: «Lo difendo solo per la vicenda della droga, se ci saranno indagini a tappeto dei carabinieri che coinvolgeranno diversi ragazzi staremo a vedere, comunque al momento non è stato indicato come indagato». Comunque le notifiche agli indagati sono in corso in queste ore. Il giovane è stato fermato dai carabinieri domenica insieme ad altri due ragazzi fanesi in un residence non lontano da Senigallia, nel corso del blitz i militari avevano trovato droga (cocaina ed eroina) e denaro. Ma l’avvocato precisa: «quella droga non era sua, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, e soprattutto con le persone sbagliate. E’ stato solo coinvolto da altri. La tesi difensiva sarà orientata a dimostrare questo».

 

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