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Tragedia di Corinaldo,
la ‘banda dello spray’
in silenzio davanti al giudice

STRAGE DELLA LANTERNA AZZURRA - Interrogatori di garanzia per gli altri sei arrestati. Le indagini potrebbero allargarsi ad altre figure, anche a due ragazze che in diverse occasioni avrebbero fatto da autiste alla gang
martedì 6 Agosto 2019 - Ore 18:20
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La discoteca Lanterna Azzurra dove è avvenuta la tragedia

 

Sono rimasti in silenzio davanti al giudice. Hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere anche gli altri indagati per la tragedia nella discoteca di Corinaldo, costata la vita a cinque adolescenti e a una mamma di 39 anni.

Il ponticello con la balaustra crollata alla Lanterna Azzurra

Dopo l’interrogatorio di garanzia di Andrea Cavallari, avvenuto ieri nel carcere di Genova, oggi gli altri componenti della ‘banda dello spray’, Ugo di Puorto, Raffaele Mormone, Badr Amouiyah e Souhaib Haddada, reclusi nei penitenziari di Modena e Ravenna in custodia cautelare, sono rimasti in silenzio davanti alla domande del magistrato. Stessa strategia difensiva ha tenuto  il 65enne Andrea Balugani, il settimo arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Ancona, sul quale grava il sospetto di aver ricettato attraverso il suo ‘Compro oro’ la refurtiva razziata nei vari locali dalla gang.

Solo Moez Akari si è invece allineato con le dichiarazioni del suo amico Cavallari, considerato il capo di una delle due ‘batterie’ d’assalto che agivano spesso in simbiosi. Ha preferito non rispondere per tutti i capi di imputazione tranne per quelli legati alla tragedia della Lanterna Azzurra, dai quali anche lui prende le distanze. «Ha ribadito l’assoluta estraneità alla vicenda di Corinaldo – spiega il suo avvocato Gianluca Scalera all’Ansa – Era lì, ma non c’entra niente con il discorso dello spray. Non ha avuto alcun tipo di contatto con gli altri». «I miei assistiti non danno la colpa a nessuno», dice Scalera che difende anche Andrea Cavallari e Souhaib Haddada.

Intanto proseguono le indagini e si allarga la prospettiva. Anche se non sono stati ancora aperti altri fascicoli in Procura, i dialoghi intercettati tra i componenti della ‘banda dello spray’, lascerebbero intuire che nella vicenda potrebbero essere coinvolte a vario titolo altre figure, altri giovani e forse un secondo ricettatore, contattato per far valutare i diamanti rubati sulle piste da ballo. Oltre a Eros Amoruso, l’amico di Ugo di Puorto, Raffaele Mormone, morto in un incidente stradale nello scorso mese di Aprile prima di finire in custodia cautelare in carcere come gli altri 6 giovani modenesi, l’attenzione degli investigatori è concentrata su due ragazze. Potrebbero  aver fatto da autiste al gruppo nei vari spostamenti per raggiungere le discoteche. Le due giovani non sarebbero però state presenti a Corinaldo, nella drammatica notte della Lanterna Azzurra, lo scorso 8 Dicembre.

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