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Strage di Corinaldo, ricordi
e commozione ma si guarda
al futuro attraverso i giovani

SENIGALLIA - Stamattina al teatro La Fenice l'incontro pubblico "Dovere della responsabilità, diritto al divertimento", organizzato nell'ambito della giornata 'L8 per il futuro' in ricordo di Asia, Benedetta, Daniele, Eleonora, Emma e Mattia. Con il contributo delle nuove generazioni possono costruirsi nuovi valori. Stanotte alle 0.47 il lancio in cielo di 6 palloncini bianchi
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Tanta commozione e ricordi a Senigallia stamattina per la manifestazione in occasione del primo anniversario della tragedia di Corinaldo. Nel corso della mattinata si sono alternati al microfono diversi interventi delle autorità, dai presidenti del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, e della Commissione sanità, Fabrizio Volpini al governatore delle Marche Luca Ceriscioli fino al sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi. Si è svolta inoltre una tavola rotonda con il Garante dei diritti, Andrea Nobili, che ha illustrato il “Codice etico dell’intrattenimento – Regole per i locali a tutela dei minori”. Il dovere delle responsabilità ed il diritto al divertimento. Un binomio imprescindibile che ha sostanziato l’incontro al teatro “La Fenice” di Senigallia, organizzato nell’ambito delle iniziative in occasione del primo anniversario della tragedia presso la discoteca di Corinaldo. Al convegno ha preso parte anche il prefetto di Ancona in rappresentanza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il prefetto D’Acunto ha espresso al presidente dell’associazione CoGeU Luigina Bucci la piena disponibilità del signor Ministro a ricevere al Viminale la predetta e una delegazione dei familiari delle vittime. Nel suo intervento, il Prefetto ha fatto riferimento all’esigenza di una convergenza di tutti gli attori del sistema per garantire che le occasioni di divertimento si svolgano nel rispetto delle regole. Nel ricordare il ruolo del Ministero dell’interno nella collaborazione con le associazioni dei gestori dei locali da ballo, il prefetto ha fatto riferimento al protocollo territoriale firmato proprio a Senigallia che prevede, fra le altre misure, l’impegno, accolto dai gestori, a dotarsi di dispositivi contapersone per garantire il rispetto della capienza nei locali.

Antonio Mastrovincenzo

In apertura di convegno, il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ha evidenziato che «al centro di questa giornata c’è la parola ‘futuro’. E proprio al futuro in questi anni abbiamo dedicato la massima attenzione anche nel nostro lavoro in Consiglio, pensando soprattutto ai giovani. Lo abbiamo fatto approvando provvedimenti significativi come le leggi sul contrasto al cyberbullismo ed alla ludopatia e quelle che hanno creato la rete delle città sostenibili amiche dei bambini ed istituito il Parlamento dei giovani». Secondo Mastrovincenzo è proprio «con il contributo delle nuove generazioni che possiamo costruire una società migliore, fondata su valori come la solidarietà, il rispetto dell’altro, la sostenibilità, la legalità. Continuiamo a lavorare interpretando questi valori, tenendo sempre vivo il ricordo dei ragazzi che hanno perso la vita a Corinaldo».

Fabrizio Volpini

Una giornata di riflessioni e progettualità che, attraverso una tavola rotonda, si è anche soffermata sul problema della sicurezza, prendendo come riferimento il “Codice etico dell’intrattenimento – Regole per i locali a tutela dei minori”, sottoscritto lo scorso giugno dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, dal direttore generale Confcommercio Marche centrali, Massimiliano Polacco, e dalla presidente del Cogeu (Comitato unitario genitori), Luigina Bucci. «Quella di oggi, a distanza di un anno dalla tragedia che ha colpito anche la città di Senigallia – sono parole del presidente della Commissione regionale sanità, Fabrizio Volpini – non va vista come una semplice giornata commemorativa, ma come un momento di confronto volto a migliorare la conoscenza e la sicurezza dei ragazzi. Non possiamo negare i giusti momenti di svago, ma dobbiamo attivare tutti gli strumenti a disposizione, affinchè non abbiano più a ripetersi situazioni limite che vadano a ledere l’incolumità dei nostri giovani. Il codice è sicuramente una delle buone pratiche da mettere in atto». Nel corso della tavola rotonda, il Garante regionale dei diritti, Andrea Nobili, ha tenuto ad evidenziare come lo stesso codice sia “frutto di una riflessione attenta sulle dinamiche che riguardano il divertimento e di una condivisione a tutto campo con quanti lavorano ed intervengono in questo ambito. Siamo riusciti ad elaborare un codice che, senza nessuna imposizione di tipo normativo, fornisce alcune linee di condotta e buone pratiche di prevenzione che auspichiamo possano incontrare nuove adesioni da parte di tutti quelli che hanno a cuore la sicurezza ed il futuro dei ragazzi”.

Maurizio Mangialardi

Aspetti centrali, conformità degli spazi, salubrità dell’ambiente, sicurezza, programmazione consapevole, collaborazione con le forze dell’ordine, utilizzo di personale qualificato, contrasto all’uso di droghe e abuso di alcool, corretta comunicazione, tutela assicurativa e utilizzo di un segno distintivo per le strutture che ritengono di aderire al codice. Il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi invece intervenendo al teatro La Fenice durante l’incontro pubblico “Dovere della responsabilità, diritto al divertimento”, organizzato nell’ambito della giornata ‘L8 per il futuro’ in ricordo delle vittime della Lanterna Azzurra: Asia, Benedetta, Daniele, Eleonora, Emma e Mattia, ha ricordato come «il dolore che ha segnato a fondo l’anima della nostra comunità con la tragedia della Lanterna Azzurra è ancora forte nei nostri cuori, perché questa immane e incalcolabile tragedia è entrata per sempre dentro ciascuno di noi, dentro ogni famiglia. Oggi è il momento della commemorazione, certo, ma è anche l’occasione per costruire insieme ai giovani una riflessione sul divertimento consapevole e responsabile, che parta dal dialogo e dalla riscoperta della capacità di parlarsi tra genitori e figli, tra istituzioni e giovani, per confrontarci sui valori che ci uniscono e sulle azioni da mettere in atto affinché tragedie simili non si verifichino mai più. Dialogo è la parola chiave per uscirne insieme e guardare avanti, tanto che oggi siamo qui, insieme al Cogeu e alla Regione Marche, non per una semplice iniziativa, ma per un progetto che pur nato da un dramma, vuole dare un contributo importante a livello nazionale. Credo, anzi, che proprio una giornata come quella odierna possa trasformare questo anniversario in un momento di ricordo, ma anche di dibattito volto a rispondere con soluzioni concrete al sacrosanto diritto dei giovani a divertirsi in piena e totale sicurezza».

Oggi esiste «una sorta di primo maggio inerente la sicurezza degli spazi ludici, che passo dopo passo, seme dopo seme, coltivi la memoria e il ricordo di ciò che è stato e, allo stesso, tempo costruisca un ponte verso il futuro. – ha rimarcato il sindaco – Ma è evidente che tutto questo non può avvenire senza il coinvolgimento pieno, non solo formale, di giovani con la voglia e il coraggio di diventare protagonisti e artefici dei processi che attraversano i loro mondi. Anche perché, oggi più che mai, sono convinto che è da questa generazione, così segnata dal dolore, che abbiamo bisogno di ripartire. Una generazione che voglio personalmente ringraziare, nei confronti della quale troppo spesso si punta il dito e che, invece, proprio nei momenti più difficili, ha sempre dimostrato di saper dare il meglio». «Molti imprenditori del pubblico spettacolo hanno spontaneamente osservato la scorsa notte un minuto di silenzio per le vittime della Lanterna Azzurra» ha aggiunto  Maurizio Pasca, presidente dell’Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento, da Ballo e di Spettacolo, già Sindacato Italiano Locali da Ballo (Silb), durante la tavola rotonda. Pasca ha «espresso vicinanza alle famiglie colpite e ha parlato dell’approccio dei giovani alla movida notturna: gli stili di vita dei ragazzi sono cambiati, solo a fine serata arrivano »nelle discoteche. Si dovrebbe fare anche “più attenzione” al fatto che artisti spesso fanno più di una esibizione nella stessa serata in luoghi diversi, come nel caso di Corinaldo, dove era atteso Sfera Ebbasta, «ma anche al modello che le stesse star propongono ai giovani».

Luca Ceriscioli

Poche parole e tanta commozione questa mattina a Senigallia anche per il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che ha partecipato alla Messa e all’incontro che si è svolto al teatro della Fenice per la commemorazione delle vittime della Lanterna Azzurra dal titolo “Dovere della responsabilità – diritto al divertimento. Il codice etico nelle Marche e le esperienze in Italia”. «Ad un anno dalla tragedia il dolore è sempre forte. – ha evidenziato Ceriscioli- Il tempo sembra volato ma è evidente questo segno forte che rimane in tante persone. Ma c’è anche la volontà di guardare verso il futuro, la voglia di fare in modo che quello che è accaduto possa diventare uno strumento affinché questa tragedia non si ripeta, affinché si rafforzino misure per la sicurezza dei ragazzi quando escono per divertirsi. Tutto questo è nato da un comitato di genitori, da chi ha vissuto questo dramma, perché da quello che è successo possa nascere una cosa buona per tutti gli altri giovani». L’incontro , condotto dal giornalista Gianluca Ales, dopo i saluti istituzionali, la proiezione di un documentario prodotto per Sky su quanto accaduto quella notte attraverso le testimonianze di genitori e ragazzi e l’intervento di Valerio Magrelli su “I luoghi per la musica, gli spazi per la cultura. Quel fragile confine tra libertà e sicurezza”, è proseguito con la tavola rotonda alla quale hanno preso parte con il presidente Ceriscioli, il garante regionale per i diritti Andrea Nobili, il presidente dell’Associazione nazionale discoteche Maurizio Pasca, la presidente del Cogeu Luigina Bucci, e il direttore dell’Amat Gilberto Santini. «La forza del Codice etico sta nel creare una cultura della sicurezza – ha detto Ceriscioli – che rappresenta un valore fondamentale per la comunità. A volte il male nasce infatti dal pressapochismo e dalla ignoranza prima ancora che dalle intenzioni. La sanzione ci deve essere questo è chiaro, le indagini fanno il loro corso, ma vorremmo fare in modo di agire preventivamente, costruendo un mondo più sicuro dove i ragazzi tornano a casa dopo una serata di divertimento. Siamo tutti chiamati ad un compito, a doveri e responsabilità in questo senso. Come Regione abbiamo risposto con un investimento molto forte sulla formazione di coloro che lavorano nei locali e per gli eventi e che si occupano della tutela della vita delle persone. I ragazzi che non ci sono più sono i figli di tutti noi e vogliamo che il messaggio delle loro famiglie e dai loro amici diventi una giornata nazionale di riflessione perché non ci stancheremo mai di ripetere che da un concerto si torna senza voce non senza vita. Questa comunità che si e ritrovata nel dolore ha la forza per poterlo fare. Una grandissima tragedia ha generato un frutto buono: sono gli uomini e le donne che si mobilitano insieme ai giovani in questo percorso per un messaggio che parla di vita e di futuro e riguarda la nostra Comunita’ e tutto il Paese».

La Lanterna Azzurra

La Regione Marche, oltre al sostegno economico della manifestazione, ha infatti voluto dare nell’immediato un segnale più concreto di impegno attraverso la formazione. L’Assessorato al Lavoro, alla Formazione e all’Istruzione dell’assessore Loretta Bravi, presente oggi a Senigallia, si è messo in moto per offrire una adeguata formazione per tecnici e operatori, addetti ai controlli nell’ambito dell’organizzazione di eventi, spettacoli, concerti, fiere, etc. L’importo complessivo stanziato ammonta a 325mila euro è sarà impiegato per formare oltre 2000 persone attraverso 7 diversi corsi di cui alcuni già attivi. Stanotte, intanto in piazza del Duca a Senigallia, alle 0.47, l’ora della tragedia di un anno fa, nel silenzio sono stati lanciati in aria 6 palloncini bianchi per ricordare le vittime della strage della Lanterna Azzurra.

(ultimo aggiornamento alle ore 15)

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