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Pedopornografia online:
maxi operazione della Polizia Postale,
denunciato anche un anconetano

INDAGINE - Si tratta di un quarantenne a cui ieri è stata sequestrata la sim del cellulare. Avrebbe comunque una posizione marginale nella mega inchiesta che ha riguardato 18 regioni italiane. Foto e video venivano veicolati soprattutto tramite Whatsapp e Telegram
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Foto d’archivio

 

Sfruttavano le applicazioni Whatsapp e Telegram con cui avevano creato canali e gruppi finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici. Abusi che riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.
La vasta operazione, definita la più imponente degli ultimi anni per quanto concerne il reato di pedopornografia online, ha visto impegnati nella giornata di oggi oltre 300 uomini della Polizia Postale che dalle prime ore dell’alba stanno eseguendo perquisizioni e arresti in flagranza in 53 province e 18 regioni italiane. Sono in tutto 432 le persone coinvolte in tutto il mondo e 81 quelle residenti in Italia. Diciassette sono state arrestate. Tra i denunciati dalla procura di Milano, da cui sono partite le indagini, c’è anche un anconetano di 40 anni. L’uomo avrebbe però avuto un ruolo marginale nell’intera vicenda, o comunque una posizione defilata rispetto ad altri indagati.  Stando a quanto risulta alla Postale, non avrebbe condiviso, ma scaricato foto. Si tratta di pochi file, alcuni cancellati subito dopo la ricezione. All’uomo, denunciato per detenzione di materiale pedopornografico, è stata sequestrata la sim del cellulare da parte degli agenti della Polizia Postale d Ancona. Stando alla procura di Milano sarebbero stati due i capi attorno ai quali giravano le messagistiche online:  un ottico napoletano di 71 anni, e un disoccupato veneziano di 20 anni. Sono invece 351 gli utenti stranieri coinvolti nell’indagine, per ciascuno dei quali sono state raccolte tutte le tracce informatiche utili alla loro identificazione.  Le indagini della Postale, durate due anni, hanno evidenziato come il fenomeno criminale in argomento sia assolutamente trasversale. Gli indagati sono persone di estrazione sociale ed età molto eterogenee. Tra questi vi sono professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici e diversi disoccupati, con età tra i 18 e i 71 anni. Le regioni maggiormente interessate risultano essere la Lombardia e la Campania. In tali territori, infatti, risiede il 35 % degli indagati.

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