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Blitz dei Centri Sociali Marche:
«L’aborto deve essere libero,
basta fondi alla sanità privata»

ANCONA - Azione comunicativa per contestare più in generale le politiche sanitarie regionali. Lasciati in segno di protesta sulle scale di Palazzo Raffaello quattro cuscini e lenzuoli da ospedale, un camice e banconote false. Striscioni anche a Torrette. Acquaroli sull'accuse della carenza di tamponi: «Certo che ci vuole fantasia a dirlo mentre stiamo facendo lo screening di massa»
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Azione comunicativa oggi dei Centri Sociali Marche presso il Palazzo della Regione per contestare le politiche sanitarie della Regione Marche. In mattinata sono stati portati in segno di protesta quattro cuscini e lenzuoli da ospedale, un camice e banconote false, oggetti appoggiati sulle scalinate d’ingresso di Palazzo Raffaello assieme ad un cartello con la scritta “Regione solo soldi ai privati, niente posti letto e personale”. Sui cuscini, tratteggiati con un pennarello, altri messaggi su temi della Sanità: “La salute è un diritto, Acquaroli vattene” e  “L’aborto deve essere libero, sicuro e garantito. La Ru486 è un diritto”. Il riferimento è alle parole dell’assessora alle Pari opportunità Giorgia Latini che durante l’ultimo Consiglio regionale ha annunciato l’intenzione della Giunta di verificare la possibilità di ottenere la pillola abortiva Ru486 nei consultori, come invece prevedono le linee guida del ministero della Salute. Latini aveva anche dichiarato durante un’intervista al Tg regionale di essere contro l’aborto e che avrebbe portato il tema in Giunta.

Lo striscione a Torrette

A Torrette invece affisso uno striscione di un tenore simile, con scritto “La salute è un diritto, basta fondi alla sanità privata”. Un altro striscione ancora recita “Mancano medici, tamponi, infermieri, posti letto. Questa sanità fa Acquaroli da tutte le parti”. La questione dei tamponi è collegata, secondo i Centri sociali – al tracciamento  saltato nella seconda ondata, come conseguenza della crescita dei contagi Covid rilevati da un numero di operatori inadeguato alla situazione critica. I manifestanti hanno puntato l’indice sia contro l’azione della precedente giunta regionale di centrosinistra, guidata da Luca Ceriscioli (Pd), che contro l’attuale di centrodestra con il presidente Francesco Acquaroli (Fdi). La prima, sostengono i promotori della protesta avrebbe «contribuito alla chiusura di 13 ospedali pubblici negli ultimi anni e al taglio di numerosi posti letto, calati di oltre 1.000 unità dal 2010 a fronte di un indice d’invecchiamento in aumento nella nostra regione». Altri addebiti mossi alla precedente giunta riguardano «una gestione della prima ondata fortemente problematica e non all’altezza della situazione e poi nulla è stato fatto nel periodo utile tra la fine del primo lockdown e l’arrivo della seconda ondata». «Nella fase attuale – lamentano ancora i centri sociali – ci ritroviamo a fare i conti con una nuova giunta regionale ma con altrettante criticità in ambito di organizzazione sanitaria, per prima il rapporto tra pubblico e privato. Per noi – attaccano è inaccettabile che la Regione abbia deciso di aumentare del 40% le tariffe destinate al privato per i 200 posti letto per trattamento Covid che ha messo a disposizione”; “con la stessa delibera – affermano – la Regione garantisce al privato fino al 90% del budget previsto per quest’anno per le attività non Covid».

Allo striscione esposto a Torrette ha risposto su Facebook il governatore Francesco Acquaroli, che replica alla parte relativa alla mancanza di tamponi: «Certo che ci vuole davvero molta fantasia a dire che mancano i tamponi mentre stiamo facendo lo screening di massa», ha scritto Acquaroli. Proprio ieri infatti nelle città capoluogo e Urbino sono partiti i tamponi rapidi gratuiti e su base volontaria alla popolazione, nell’ambito della prima fase del cosiddetto screening di massa.

(ultimo aggiornamento alle ore 17.25)

Aborto, la Regione sfida il ministero: «I consultori luoghi di assistenza non di somministrazione della Ru486»

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