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Il Covid colpisce duro le Marche:
«Nel 2020 chiuse 700 imprese»

REPORT - Il presidente della Confartigianato Ancona – Pesaro e Urbino, Graziano Sabbatini, ha stimato che entro la fine dell'anno ci saranno «150 imprese in meno sulla provincia di Pesaro e Urbino; e 250 nella provincia di Ancona. Per il 2021 servono interventi chiari e concreti»
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Un momento della conferenza stampa

 

«Un anno che merita una riflessione. Ormai possiamo avere per certo, come dato, che chiuderemo con 150 imprese in meno sulla provincia di Pesaro e Urbino; e 250 nella provincia di Ancona. Nelle Marche sono stimate un meno 700 imprese a fine anno». E’ il campanello d’allarme lanciato oggi dalla Confartigianato durante una conferenza stampa nella quale si è fatto il punto dell’attività 2020, indicando le priorità per il 2021.
Le parole sono quelle del presidente della Confartigianato Ancona – Pesaro e Urbino, Graziano Sabbatini. «Il 2020 – ha detto – è stato uno degli anni di certo più difficili dal dopoguerra a oggi, in cui l’emergenza sanitaria ha portato conseguenze devastanti per l’economia del territorio, spesso aggravando situazioni già difficili in certi settori e aree territoriali». E’ stato definito come un anno buio durante il quale «nonostante tutto – ha aggiunto – non abbiamo mai abdicato alla nostra missione, cercando di tradurre il nostro aiuto in un percorso di accompagnamento costante per le imprese alla ricerca di soluzioni alle difficoltà che via via purtroppo si presentavano sempre più evidenti, tenendo la barra del timone dritta. Abbiamo ricevuto circa 5mila segnalazioni per richieste di assistenza dalle imprese, un numero davvero importante, segno che le difficoltà erano molto forti per le nostre Mpmi».
Prima il lockdown di marzo, poi la lenta riapertura, con piccoli segnali di ripresa dell’economia, fino a ripiombare nella crisi in autunno, con le nuove chiusure. «In questo scenario, quello che Confartigianato ha cercato di fare – ha continuato – è stato affiancare le imprese per tutelarle e portare avanti le istanze su tutti i tavoli istituzionali». Il 2021 deve essere dunque l’anno della “rinascita” e per questo si chiedono «interventi chiari e concreti: investimenti importanti per rilanciare l’economia, come la ripartenza dei cantieri nei comuni e nelle province per la manutenzione delle strade. Il rinnovo della moratoria sui debiti al 31 marzo 2022 – è stato aggiunto -, con una facilitazione dell’erogazione del credito alle Mpmi. Necessario anche che il 2021 sia un anno bianco per la tassazione. Bisogna garantire minori costi bancari per le imprese, incentivi sulle nuove assunzioni e risorse adeguate per la cassa integrazione con tempi di liquidazione immediati. Importante anche prorogare la cassa integrazione stessa fino al blocco dei licenziamenti. Per il Settore Casa – è stato spiegato – occorre per il 2021 semplificare le procedure di smobilizzo attraverso la cessione del Credito, ad oggi vero e proprio collo di bottiglia, mentre sul fronte dell’efficientamento energetico occorre regolamentare il ruolo delle Multiutility che di fatto stanno fagocitando le imprese di questo territorio depauperando un tessuto economico vitale. Infine – ha concluso -, è necessario fare investimenti in infrastrutture materiali e immateriali».
Il 2020 è stato un anno nero per le imprese e i numeri, «sono numeri che pesano – ha aggiunto il segretario, Marco Pierpaoli -, in territori già provati duramente da anni dalla crisi: già nel 2019, peraltro, il tasso di crescita annuale delle imprese risultava negativo nella provincia di Ancona (si attestava a -1,19%), così come a Pesaro e Urbino (-0,82%). Perdite importanti – ha detto -, se si pensa che le nostre sono, per il 94,4%, piccole imprese fino a 10 addetti che danno lavoro a più della metà (52%) degli occupati in tutte le imprese attive».

(Redazione CA)

Il Presidente Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini

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