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Fuori Dini, dentro Sanna:
staffetta alla presidenza del Consiglio
«Sarò il garante di tutti»

ANCONA – L'ex Popolare, di recente entrato nel gruppo Azione, guiderà l'assise comunale per i prossimi due anni e mezzo. Eletto con 18 voti. Il suo vice sarà Sandra Gambini. Mancinelli: «Rotazione doverosa». Mandarano (Iv) all'attacco: «Susanna, il tuo partito ti ha svenduta, sei stata fatta fuori»
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Tommaso Sanna durante il voto

 

di Martina Marinangeli

Passaggio di consegne al vertice del Consiglio comunale: come stabilito in un patto tra gentiluomini ad inizio legislatura, oggi il Pd ha ceduto il passo, facendo spazio agli alleati. Dopo due anni e mezzo, Susanna Dini lascia il ruolo di presidente ed a raccogliere il testimone è Tommaso Sanna – ex Popolare, di recente entrato nel gruppo Azione – che ha incassato 18 voti (ne sarebbero bastati 17): dieci le schede bianche, due voti per Dini, uno per Fazzini, una scheda nulla. Riunita per la prima volta in presenza da settembre – questa volta la location è stata la Sala delle Polveri della Mole – l’assise ha eletto anche la vicepresidente Sandra Gambini targata Pd (20 voti contro i 12 per Maria Grazia De Angelis, proposta dalle opposizioni). Sanna è il primo in Italia a raggiungere il ruolo di presidente del Consiglio tra le fila di Azione in un capoluogo. «Sarò imparziale, il presidente di tutti – le prime parole da neoeletto –. Devo essere il garante di tutti, una sorta di notaio, fermo restando che faccio parte di una maggioranza precisa. Il mio ingresso in Azione mi permette di portare avanti i valori popolari e cattolici ispirati a Don Sturzo e di aderire ad un partito strutturato nella coalizione, anche in ottica 2023. Sono soddisfatto per la tenuta della maggioranza e fiducioso per i prossimi 30 mesi». Nel lungo dibattito che ha preceduto il voto segreto, il capogruppo di Azione, Tommaso Fagioli, ha proposto il nome di Sanna, mentre le minoranze hanno lamentato uno scarso coinvolgimento ed hanno chiesto al nuovo presidente più autonomia del Consiglio, «diventato ormai mero organo di risulta – la critica di Stefano Tombolini (60100) – ci deve essere restituita la dignità, serve un cambio di passo».

Il voto del sindaco Mancinelli

Sulla stessa linea l’intervento di Francesco Rubini (Altra idea di città): «il Consiglio comunale non inizia e finisce con le delibere di giunta. L’autonomia dei consiglieri, soprattutto di minoranza, viene ridotta al lumicino». Ma l’intervento più pesante è quello di Massimo Mandarano, capogruppo di Italia viva, quindi in maggioranza, che annuncia il suo voto contrario sul nome di Sanna. Lo strappo di Matteo Renzi a livello nazionale declinato su Ancona, insomma. Rivolgendosi all’ormai ex presidente Dini, Mandarano tuona: «Dini, sei stata politicamente fatta fuori. Si tratta di uno scambio di poltrone basato su un vecchio accordo del 2018, quando ancora Azione ed Iv neanche esistevano. Sanna non avrà il mio voto perché ancora un po’ di morale ce l’ho. Susanna, il tuo partito ti ha svenduta». Sipario, con tanto di applausi a scena aperta da parte delle opposizioni, ben più pacate nei toni e nei contenuti. Il capogruppo FdI Angelo Eliantonio ha sottolineato come «negli ultimi due anni e mezzo, il presidente del Consiglio non abbia rappresentato tutti: ho subito minacce, ma non ha mai avuto il coraggio di schierarsi con un consigliere di minoranza. Ai colleghi di Azione dico che per dimostrare che questo non è solo un gioco di palazzo, cercate di far valere il vostro peso all’interno della maggioranza». Al fuoco di fila ha replicato la sindaca Valeria Mancinelli: «doveroso andare a rotazione perché era uno degli accordi trasparenti che avevano dato vita alla coalizione di governo del 2018. Ma non succede solo ad Ancona, è normale che sia così. In consiglio regionale, il presidente è stato concordato con le opposizioni? No, ed è ovvio che sia così. Questo poi non significa che il presidente debba in modo fazioso esercitare il suo ruolo: è esattamente il contrario. Non essere scorretti non è prerogativa solo dei consiglieri di opposizione. Abbiamo vinto controvento nel 2013 e nel 2018 ed il consenso si registra ancora in città. Le minoranze non riescono a vincere con le loro proposte e capisco che affidino alle nostre cosiddette divisioni o alla nostra eventuale stupidità le loro chance di sostituirsi a noi al governo. Ma la nostra squadra è eccellenza sul piano nazionale». Il capogruppo regionale di Azione, Tommaso Fagioli: «Un esito che premia mesi di duro lavoro, ora siamo il secondo partito all’interno della maggioranza e questo ci permetterà, fino alla fine della legislatura, di appoggiare con maggiore forza la giunta Mancinelli con proposte per Ancona».  La vice capogruppo Jessica Amicucci: «Con Sanna alla presidenza del Consiglio Comunale si apre una nuova fase per Azione. Continueremo a lavorare con l’energia e la forza di sempre sui temi che ci contraddistinguono».

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