facebook rss

Sette comuni alla Regione:
«Sbloccare i fondi del piano sociale»

L'APPELLO del Comitato dei Sindaci dell’Ats 12, di cui fanno parte Falconara (capofila), Agugliano, Camerata Picena, Chiaravalle, Monte San Vito, Montemarciano e Polverigi
Print Friendly, PDF & Email

Il sindaco di Falconara Stefania Signorini

 

«La Regione Marche dia attuazione al Piano Sociale Regionale 2020-2022, che prevede finanziamenti per gli Ambiti territoriali sociali, per non paralizzare il sistema integrato delle attività sociali a servizio dei cittadini e garantirne la continuità, specie in questo periodo difficile di pandemia». E’ l’appello del Comitato dei Sindaci dell’Ats 12, di cui fanno parte Falconara (capofila), Agugliano, Camerata Picena, Chiaravalle, Monte San Vito, Montemarciano e Polverigi. L’Ambito 12 si allinea alla richiesta della commissione welfare dell’Anci Marche, per la costituzione e l’erogazione, a partire dal 2021, del Fondo per il funzionamento degli Ambiti territoriali sociali (Ats). «Tale richiesta – si legge nella missiva – si inquadra all’interno di quanto previsto dal Piano Sociale Regionale 2020-2022 che prevede esplicitamente la ‘destinazione di una quota del Fondo nazionale politiche sociali al funzionamento degli Ats’ (obiettivo 1, azione 5). I comuni associati attraverso il lavoro degli Ambiti sociali, in questi anni, hanno garantito e qualificato le politiche sociali territoriali – scrive l’Anci Marche – consentendo alla Regione di sostenere un sistema capillare di servizi ed interventi sempre più vicini ai cittadini. Il Fondo indistinto per il funzionamento degli Ambiti è stato costantemente presente fino al 2014, poi è stato reintrodotto nel 2019 per essere poi sospeso di nuovo nel 2020. Non si può pensare di assolvere efficacemente le tante attività sociali e le relative funzioni senza queste indispensabili risorse, tanto più in questo periodo pandemico dove la tenuta sociale è fortemente a rischio e i bisogni dei cittadini sono aumentati in modo esponenziale. Senza il Fondo non ci sono le risorse per una struttura organizzativa adeguata, si favorisce una organizzazione precaria e si obbliga il sistema ad ingegnarsi a reperire finanziamenti altrettanto temporanei e precari per mantenere in piedi l’organizzazione del sistema stesso. Per poter garantire un sistema di welfare con una organizzazione adeguata e soprattutto stabile – conclude la lettera – si chiede di assicurare la continuità dei servizi garantendo l’erogazione del Fondo indistinto per il funzionamento degli Ambiti sociali rendendolo stabile negli anni successivi».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X