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Tragedia in via Cupramontana,
una perizia sulla caldaia
Indagato il tecnico

ANCONA - La procura ha disposto l'accertamento affidandolo a un ingegnere: avrà 60 giorni di tempo per cercare di risalire al guasto che ha scatenato lo scorso 12 marzo la perdita di monossido, uccidendo Giorgio Paladini. La moglie e il figlio erano stati ricoverati in gravi condizioni in ospedale
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La caldaia, poi sequestrata, nell’appartamento di via Cupramontana

 

Un perizia per capire cosa abbia causato la perdita di monossido e se l’intervento del tecnico sia stato adeguato. E’ quanto disposto dalla procura questa mattina nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia dell’appartamento di via Cupramontana, avvenuta lo scorso 12 marzo, quando il monossido aveva assalito la famiglia Paladini: Giorgio, 79 anni, era stato trovato morto dai soccorritori. Gravi la moglie Lucia e il figlio Andrea, trasferiti prima all’ospedale di Torrette, poi nella camera iperbarica del nosocomio di Ravenna. La procura indaga per omicidio colposo e lesioni colpose. C’è un indagato: si tratta del tecnico che il giorno prima della tragedia era stato chiamato per aggiustare una piccola perdita dalla caldaia. Questa mattina, il pm Serena Bizzarri, ha conferito l’incarico peritale all’ingegner Gaetano Rocco. Avrà sessanta giorni di tempo per presentare una relazione e scandagliare le cause della perdita, ma per verificare anche la tipologia d’intervento (e la sua efficacia) del tecnico. Quest’ultimo è difeso dall’avvocato Marina Magistrelli. Le parti offese sono assistite dal legale Piergiorgio Sacchettoni. Sia il tecnico che la famiglia Paladini hanno nominato dei loro consulenti. Stando a quanto emerso finora, il giorno prima l’appartamento di via Cupramontana era stato visitato prima dai tecnici dell’Edma, poi dal manutentore indagato. Quest’ultimo avrebbe risolto una piccola perdita, installando una guaina ma – secondo la sua versione – non avrebbe toccato il tubo trovato poi staccato dalla bocchetta connessa alla caldaia.

(fe.ser)

Lo zio di Andrea Paladini, Giorgio Sacchettoni, nella cucina del nipote e lo stanzino della caldaia posto sotto sequestro

Tragedia in via Cupramontana; sotto sequestro la caldaia

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