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Cambio al vertice dell’Authority
Ciccioli: «Il porto deve guardare
ai traffici internazionali»

IL PUNTO del capogruppo in Regione di Fratelli d'Italia sulla nomina di Matteo Africano come successore di Rodolfo Giampieri: «Le Marche dovranno crescere e fare il salto di qualità»
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«Per prima cosa ringrazio il presidente uscente Rodolfo Giampieri per l’impegno ed il lavoro svolto in questi anni. Ha avuto un ruolo importante per ricreare una cerniera tra porto e città, esigenza indispensabile per costruire il futuro. E lo dico con sentimenti di grande sincerità e non formali». Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale Carlo Ciccioli sulla nomina di Matteo Africano come successore di Rodolfo Giampieri. 
«Ora siamo in una fase nuova con grandi prospettive in cui il porto di Ancona, recuperata la relazione con la città, deve guardare all’orizzonte più ampio dei traffici internazionali – ha detto Ciccioli – Siamo uno dei porti della Via della seta, cioè un terminale per l’industria manifatturiera dell’estremo oriente, ma anche un porto di partenza delle merci per la Cina e non solo, nuovi mercati in cui si è affermata una classe media ed alta che ha esigenze di consumo di prodotti di qualità che vengono realizzati soprattutto in Italia e comunque in Europa. Il corridoio adriatico, una delle grandi linee di comunicazione inter-europea, da progetto diventerà realizzazione, con finalmente l’uscita autostradale dal porto di Ancona da troppi anni al palo, a cui la nuova Amministrazione regionale Acquaroli guarda con estrema determinazione, perché è essenziale non solo al porto, ma a tutta la logistica dell’Adriatico e del sud Europa. A tutt’oggi ancora i traffici dal Canale di Suez vengono monopolizzati dai tre grandi porti del nord Europa, cioè Amburgo, Rotterdam e Aversa, benchè necessitano alle grandi navi porta container ben cinque/sei giorni in più di navigazione per passare lo Stretto di Gibilterra ed arrivare ai Mari del nord. Questo per colpa dell’insufficiente rete infrastrutturale italiana, ancora inadeguata ed insufficiente ad accogliere le merci e a trasferirle al centro e al nord Europa, con grandissima perdita di competitività ed alti costi di ricarico sui prodotti per l’aumento delle spese di trasporto». E ancora:  «Il nuovo presidente dell’Autorità individuato dal Ministro tecnico Giovannini e dai presidenti della Regione Marche e Abruzzo, Matteo Africano, è un giovane ingegnere navale con esperienza nei trasporti e nei finanziamenti con l’Unione Europea, fattori essenziali per lo sviluppo del nostro porto. Ovviamente ci dovrà essere sinergia con le varie competenze locali nella gestione di tutte le varie fasi dell’attività portuale, che dovrà essere ancora sviluppata e dovrà vedere ulteriore sviluppo della cantieristica, della nautica, della pesca, del diporto e di tutto ciò che gira attorno all’economia del mare. Le Marche devono crescere e per fare un salto di qualità, deve crescere il capoluogo con la sua area metropolitana di Falconara, Camerano, Chiaravalle, Osimo, Castelfidardo, Jesi e di tutti gli altri centri minori e proporsi in una prospettiva nazionale ed europea».

C’è l’ufficialità del Ministero: fuori Giampieri, dentro Africano

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