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Traffico internazionale di cactus:
mille piante estirpate dal Cile

OPERAZIONE - I carabinieri Forestali hanno concluso le indagini iniziate l'anno scorso, indagando due persone residenti ad Ancona e Rimini, con un giro di affari stimato a 1 milione di euro. Le piante sono ripartire per il pase d'origine dove verranno reintrodotte nel loro ambiente naturale
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I carabinieri Forestali mentre controllano la serra

Mille cactus estirpati dal 2015 al 2019, nei deserti cileni, da un trafficante di piante protette residente in provincia di Ancona. Le rarissime piante, appartenenti al genere Copiapoa, sono tornate ora nel loro ambiente naturale dopo un rimpatrio in Cile avvenuto a seguito di un’operazione denominata “Atacama”, svolta dai carabinieri Forestali del Nucleo Cites del capoluogo dorico che lo scorso anno ne aveva effettuato il sequestro.
L’indagine, coordinata dalla procura di Ancona, è iniziata nel 2020 e si è conclusa nei giorni scorsi con le notifiche di chiusura delle indagini ai due indagati accusati di detenzione e traffico internazionale di specie protette dalla Convenzione Internazionale di Tutela delle Specie animali e vegetali protette e in via di Estinzione.
L’attività, condotta per diversi mesi, ha consentito di portare alla luce una rete composta da almeno 19 trafficanti e collezionisti stranieri e italiani, con un traffico diretto principalmente verso i Paesi del medio oriente asiatico. Le piante recuperate e sottratte ai trafficanti, rarissime e delicate, sono state sequestrate e affidate in un primo momento all’Orto Botanico dell’Università di Milano dove sono state custodite in una serra dotata di tecnologie all’avanguardia. La partenza dei cactus è avvenuta lo scorso 12 aprile e dopo un volo di tre le piante hanno raggiunto l’aeroporto di Santiago de Chile e sono state consegnate nelle mani del personale del Conaf per curare le successive tappe della reintroduzione in natura.
Il traffico illegale di cactus, stando ai dati diffusi da Traffic del Wwf ha interessato oltre 100mila piante negli ultimi 4 anni per un valore stimato di 3milioni di dollari. La crescente richiesta di esemplari di grandi dimensioni, raccolti illegalmente in natura, causa un forte declino delle popolazioni selvatiche, alcune delle quali ridotte ormai a pochissimi esemplari.
L’operazione “condotta dai Forestali di Ancona ha permesso di far venire alla luce e sgominare un traffico illecito stimato in circa 1milione di euro per il valore delle piante recuperate e poste sotto sequestro.

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