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Inaugurazione anno accademico,
il messaggio del ministro Messa:
«Nuove risorse per giovani e ricerca»

ANCONA – La titolare del dicastero ha sottolineato la necessità di «tornare a formare le nuove generazioni in presenza». Il rettore Gregori: «sistema universitario motore di sviluppo, ma risulta non solo “sotto-finanziato”, anche “male finanziato”. Polisini (presidente del Consiglio studentesco): «istruzione e condizione giovanile continuano a non essere al centro del dibattito pubblico e politico»
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L’inaugurazione dell’anno accademico

 

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

Si è aperta sulle note dell’Inno di Mameli, suonate dal violinista osimano Marco Santini, l’inaugurazione dell’Anno accademico 2020/2021 dell’Università Politecnica delle Marche. All’appuntamento avrebbe dovuto prendere parte la titolare del dicastero all’Università ed alla Ricerca Maria Cristina Messa, ma un Consiglio dei ministri last minute le ha impedito di essere presente.

Il rettore Gregori

In alternativa, ha inviato un video messaggio in cui ha sottolineato come il sistema universitario abbia saputo «reagire in maniera esemplare a quest’anno di sofferenza. Ora però dobbiamo tornare a formare le nuove generazioni in presenza, soprattutto per i ragazzi, anche se la didattica a distanza è un elemento aggiuntivo che non perderemo. Questo periodo che stiamo vivendo ci ha insegnato che la vita di comunità accademica non si ferma nelle aule. Nel Recovery Plan – ha ricordato la ministra – abbiamo stanziato molti fondi per arricchire i campus universitari, sia per realizzare nuove residenze che per improntare questi interventi sulla sostenibilità. Abbiamo inoltre investito molto sulla ricerca, che è tornata al centro del dibattito pubblico. Ed ancora, fondamentale è l’investimento sulle nuove generazione – non è un caso che il Piano nasca da Next Generation Eu -: i giovani devono approfittare di questo momento per costruire un mondo diverso e sempre migliore». Parole a cui ha fatto seguito la relazione del rettore Gian Luca Gregori, secondo il quale «la pandemia ha rafforzato quei valori identitari sui quali il nostro Ateneo ha sempre creduto: la centralità della persona e la tutela del diritto alla salute ed al lavoro sono state le solide fondamenta sulle quali abbiamo costruito la nostra risposta, cercando di trasformare la necessità in opportunità. un incremento del numero totale degli iscritti. Un buon risultato, rispetto alle previsioni piuttosto negative di una diminuzione di oltre il 20%. Ciò è stato dovuto anche ad una riprogettazione dell’offerta formativa».

Il direttore dell’ufficio scolastico regionale Filisetti

Gregori ha inoltre aggiunto che, «consapevoli delle pesanti conseguenze sociali della pandemia, sono state attivate misure di sostegno al diritto allo studio per tutti i nostri studenti. In particolare, è stata innalzata la no tax area da 13mila a 20mila euro e ridotta proporzionalmente la tassazione a seconda del reddito familiare. È stato inoltre istituito il Fondo Carlo Urbani al fine di sostenere i giovani che hanno avuto situazioni di disagio personale e/o economico, a seguito dell’emergenza legata alla pandemia». Ha poi evidenziato come, in un recente rapporto OCSE “Education at a glance 2019”, si rilevi che l’Italia «investe circa il 3,6% del suo prodotto interno lordo per finanziare “la filiera” che va dalla scuola primaria all’Università, contro il 5% della media dei paesi industrializzati. Tali dati, piuttosto noti, consentono di verificare come il sistema dell’istruzione non venga considerato il vero motore dello sviluppo economico e sociale, come invece è. Va, poi, evidenziato che il sistema universitario non solo risulta “sotto-finanziato”, ma è anche “male finanziato”». Pensiero condiviso anche da Alessia Polisini, presidente del Consiglio studentesco, che ha ricordato i ricercatori Patrick Zaki e Giulio Regeni, e ha posto l’accento sul come «istruzione, università e condizione giovanile continuino a non essere al centro del dibattito pubblico e politico, portando alla luce una crescente marginalizzazione del processo formativo.

Francesco Acquaroli

Il nostro Paese è agli ultimi posti per investimenti nella ricerca. Next generation Eu, nonostante il nome, sembra contenere ben pochi elementi per migliorare la situazione universitaria». In generale, ha puntato il dito contro la «scarsa considerazione che le istituzioni hanno per l’istruzione». Dopo l’intervento della dottoressa Rosalba Sacchettoni, personale tecnico amministrativo, è stata la volta della prolusione affidata al professor Stefano Menzo, docente di Microbiologia alla facoltà di Medicina e Chirurgia, che ha ricostruito l’evoluzione del Covid, spiegando che alcune varianti, come quella Sudafricana, sembrano essere refrattarie agli anticorpi prodotti dai vaccini o dall’immunizzazione in seguito alla malattia. Un campanello d’allarme «da monitorare». Le conclusioni sono toccate al prof Federico Testa, presidente di Enea, che ha tenuto una Lectio Magistralis dall’esplicativo titolo “Sostenibilità: una parola importante, da riempire di contenuti”.

Monsignor Spina

Francesco Merloni

L’assessore regionale Giorgia Latini

 

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