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L’altro volto della Baraccola:
l’ex Busco trasformato
in una discarica (Foto)

ANCONA - L'edificio, con una superficie di 15mila metri quadrati su due piani, ospitò negozi e un centro benessere fino al 2014. Da allora, la struttura è finita sotto le mani di ladri e vandali. In continuo stato di abbandona, c'è anche vi lascia vecchi elettrodomestici, pneumatici e altro materiale
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L’interno dell’ex Busco

di Alberto Bignami

Cannibalizzato, distrutto e trasformato in una discarica a cielo aperto. I tanti anni di totale abbandono, hanno fatto sì che il complesso commerciale “Busco” della Baraccola, dove sorgeva il centro sportivo Extasy, sia oggi un luogo desolato e irrecuperabile. In quel plesso non vi è più niente. Solo vetrofanie e insegne di esercizi commerciali che lasciano il ricordo di quelle che furono le attività lì esistenti, fino al 2014 quando i battenti vennero chiusi definitivamente. 
Tra le tante, c’è il centro benessere Extasy che all’epoca aveva 5mila iscritti. Qualche attrezzo, come alcuni tapis roulant, è rimasto ma la maggior parte sono stati rubati, così come portati via sono stati anche i cavi di rame degli impianti elettrici. Per entrare nella struttura non c’è bisogno di cercare un “passaggio segreto”. Le porte di ingresso, in vetro, sono state sfondate e l’ingresso è “libero”. Le infiltrazioni sono ovunque così come grosse pozze d’acqua piovana, createsi grazie alla mancanza dei pannelli del tetto, per gran parte ora scoperto. L’area è davvero vasta: 15mila metri quadrati suddivisi in due piani che oggi, sono solo riconducibili ad una struttura di cemento inutilizzata. Ancora presenti, sono le enormi piscine che una volta ospitavano giornate di relax e corsi di nuoto. Attualmente sono solo stagni di acqua putrida. Il luogo è stato “visitato” più volte e da molte persone. All’interno vi sono scritte fatte con la vernice spray, quale murales o frasi lasciate con un pennarello su qualche parete di cartongesso non presa ancora a calci. Distrutto e a soqquadro anche l’ambiente che ospitava un negozio di bricolage del quale sono rimasti solo alcuni scaffali e le casse. La mobilia rimasta è stata distrutta di proposito da qualche gruppo di vandali che qui, probabilmente, ha trascorso uno dei tanti pomeriggi di “noia”, lanciando estintori e mobili. Per la teoria criminologica detta “Delle finestre rotte”, ecco che il degrado presente chiama ulteriore degrado. Nello spiazzo che dà sulla parte opposta della strada, vi è un enorme cumulo di rifiuti che va dagli elettrodomestici in disuso fino agli pneumatici, smaltiti così all’aria aperta. Vi sono pure una piccola barca e alcuni bidoni che chissà quale materiale contengono. Dell’ufficio postale inglobato alla struttura, non vi è nulla perché anch’esso chiuso. Rimane solo un palo con l’insegna PT lungo la strada, che però ancora inganna qualche cittadino che se lo ricorda aperto. Da una parte, dunque, c’è una Baraccola che cresce con nuove attività e investimenti (vedi Leroy Merlin, la nuova struttura di Kink Sport). Dall’altra, una zona industriale ferma e in continuo degrado con una struttura che, se continuando così, sarà definitivamente irrecuperabile e solo da demolire con la speranza, però, che tutto ciò non avvenga tra altri 7 anni.

 

 

 

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