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Elica, la mobilitazione
si sposta a Castelfidardo

VERTENZA - Proclamate 8 ore di sciopero da Fim, Fiom e Uilm, che coinvolgeranno per l’intera giornata di venerdì oltre ai lavoratori dello stabilmento fidardense Fime (con presidio sindacale) anche quelli di Cerreto d’Esi e Mergo
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Il corteo delle tute blu Elica di lunedì scorso a Cerreto d’Esi

 

Prosegue la mobilitazione degli operai dell’Elica. Venerdì prossimo, 28 maggio, i sindacati hanno indetto lo sciopero generale di Gruppo organizzando la manifestazione di protesta a Castelfidardo. La vertenza è iniziata il 31 marzo dopo l’annuncio del piano aziendale che prevede la delocalizzazione in Polonia del 70% delle produzioni attualmente realizzate in Italia, annunciando 409 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il ridimensionamento di alcuni reparti in quello di Mergo. Per il 28 maggio il coordinamento sindacale unitario ha proclamato 8 ore di sciopero generale di tutto il gruppo che coinvolgerà per l’intera giornata gli stabilimenti di Castelfidardo (la Fime è un’azienda del gruppo Elica), Cerreto d’Esi e Mergo. «Fin dall’inizio abbiamo sempre dichiarato che la vertenza riguarda tutto il Gruppo e che nessuno si può sentire salvo quando un’azienda annuncia in maniera così prepotente ed irrispettosa la delocalizzazione della quasi totalità delle produzioni. – scrivono in una nota le sigle sindacali – Le lavoratrici ed i lavoratori di Elica, con il coinvolgimento dei direttivi proviciali di Fim, Fiom e Uilm, daranno vita ad un presidio presso lo stabilimento della Fime dalle ore 5.30 della mattina. Continua la mobilitazione e la lotta per il Lavoro che deve restare in Italia, contro le logiche speculative e finanziarie che calpestano la vita delle persone».



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