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Delocalizzazione Elica, i sindacati:
«Pronti anche a fare proposte
per mantenere il lavoro in Italia»

ANCONA - Dopo l'incontro tra Regione e vertici aziendali, il coordinamento unitario di Fim, Fiom e Uilm rinnova l'apertura al dialogo ma su «un modello radicalmente diverso». Preoccupazione per l’abbandono di una tipologia di cappa in produzione a Cerreto, il trasferimento di personale a Mergo e di figure aziendali in missione in Polonia
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L’incontro di ieri pomeriggio tra il presidente Acquaroli e la delegazione sindacale del Gruppo Elica

 

 

Prende atto delle dichiarazioni del presidente della Regione il coordinamento sindacale del Gruppo Elica «ma la discussione- sottolineano Fim, Fiom e Uilm – deve riprendere per un modello radicalmente diverso. Siamo pronti anche a fare le nostre proposte per mantenere il lavoro in Italia». Ieri pomeriggio al termine dell’incontro con il management aziendale, Francesco Acquaroli ha riferito di una disponibilità ad una sostanziale e radicale modifica del piano strategico.

«Sono 2 mesi che stiamo chiedendo all’azienda di iniziare una vera discussione su come si mantiene il lavoro negli stabilimenti italiani, a fronte di un’annunciata delocalizzazione della quasi totalità delle produzioni verso la Polonia. – ricordano in una nota i rappresentanti sindacali – Siamo stati costretti ad iniziare una vertenza durissima, con sciopero ed iniziative di lotta perché Elica ha sempre dichiarato irrinunciabili le delocalizzazioni ed i conseguenti licenziamenti; nelle fabbriche il clima si è diventato pesantissimo mettendo così a rischio la tenuta sociale e la salute delle persone. Il Coordinamento sindacale ha sempre risposto alle convocazioni dei tavoli di trattativa, infatti è dal 31 di marzo che incalziamo l’azienda a tornare a sedersi per discutere di come si individua la strada per mantenere il lavoro negli stabilimenti italiani: siamo anche pronti a fare le nostre proposte, le Istituzioni a tutti i livelli si sono date disponibili a mettere in campo tutto gli strumenti che possono ma Elica ha sempre rifiutato questo confronto che ci auspichiamo possa finalmente iniziare con questo obiettivo».

Resta reale però la preoccupazione di una nuova possibile crisi che si riverberi nelle realtà dell’entroterra montano. «Nel frattempo infatti è stata annunciato l’abbandono di una tipologia di cappa attualmente in produzione a Cerreto senza che venga rimpiazzato da altro, il trasferimento di diverse persone a Mergo e ci risulta che ci siano figure aziendali in missione presso lo stabilimento polacco per avviare la produzione di prodotti fuori dall’Italia. – fanno rilevare Fim, Fiom e Uilm – Alle radicali modifiche annunciate ci auspichiamo fin da subito che segua un radicale cambio nei comportamenti e nelle strategie fin qui perseguite dai manager perché questo permetterebbe finalmente di aprire una reale discussione e di scrivere un futuro diverso nell’interesse delle persone, del territorio e dei valori della stessa azienda».



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