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Elica rilancia e apre al dialogo:
«Pronti alla cessione gratuita
dello stabilimento di Cerreto D’Esi»

FABRIANO - Nel confronto in videoconferenza, convocato ieri dalla Regione Marche, la multinazionale ha annunciato comunque la chiusura del sito cerretese ma ha offerto la piena disponibilità a rimodulare il modello organizzativo di quello di Mergo, a mantenere, quanto più possbile, le produzioni in Italia per rimettersi seduta al tavolo regionale e del Mise con le parti sociali
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Uno degli ultimi incontro Elica-Regione Marche in ‘presenza’

 

Cessione gratuita per un progetto di diversificazione industriale per lo stabilimento di Cerreto D’Esi con recupero di personale attualmente impiegato nel sito; modello organizzativo dello stabilimento di Mergo da rimodulare e mantenimento, quanto più possbile, delle produzioni in Italia. E’ un’apertura piena per un dialogo proficuo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni quella che Elica ha espresso ieri durante il confronto in videoconferenza, convocato dalla Regione Marche dopo l‘approfondimento, richiesto dalle organizzazioni sindacali. La vertenza aperta con l’annuncio del nuovo piano industriale 2021-2023 lo scorso 31 marzo potrebbe essere arrivata a un punto nodale della discussione.

I vertici di Elica al confronto in regione con il presidente Francesco Acquaroli

«Dopo attenta riflessione, l’azienda è pronta a rivedere la propria posizione e a dialogare con le parti sociali e le Istituzioni per ascoltare eventuali proposte su come mantenere le produzioni in Italia, con lo scopo di salvaguardare gli obiettivi di competitività che il mercato impone e che sono il presupposto fondamentale del piano presentato dall’azienda. – comunica la stessa multinazionale di Fabriano, leader mondiale nella produzione delle cappe – L’andamento profondamente negativo della società italiana con perdite complessive di 21,5 milioni di euro solo negli ultimi cinque anni, il mercato sempre più concorrenziale delle cappe da cucina, composto da concorrenti internazionali che producono quasi esclusivamente in paesi a basso costo, costituiscono la base delle criticità che hanno costretto l’azienda a presentare il piano industriale che rappresenta il presupposto di qualunque analisi risolutiva. Per Elica questa sarebbe realisticamente l’unica strada percorribile per essere competitiva ma, da sempre convinta dell’importanza del dialogo, è disponibile a confrontarsi con le organizzazioni sindacali e le istituzioni su qualsiasi strumento e soluzione alternativa che da questi possa giungere».

Il corteo di protesta a Cerreto d’Esi degli operai Elica

In attesa di conoscere le eventuali proposte su come mantenere le produzioni in Italia, l’azienda dà la piena disponibilità «a rivedere profondamente gli elementi del piano industriale, purché tali soluzioni siano utili a garantire i presupposti dello stesso, ossia a favorire un futuro competitivo a tutto il gruppo. – prosegue la nota – Nel frattempo, la società propone un confronto sui seguenti argomenti: ulteriori prodotti da realizzare in Italia, revisione del modello organizzativo dello stabilimento di Mergo e diversificazione industriale dell’area. Elica è pronta a cercare di individuare alcuni prodotti che, grazie all’elevata specializzazione e qualità della manodopera, potrebbero continuare ad uscire dalle linee di produzione italiane, con l’obiettivo di ridurre l’impatto del piano industriale e cercare di mantenere quanto più possibile lavoro in Italia. La discussione consentirà di selezionare, per lo stabilimento di Mergo, prodotti di alta gamma, cioè “Made in Italy” per i quali Elica è famosa in tutto il mondo. L’azienda è altresì pronta a mettere in discussione il modello organizzativo dello stabilimento di Mergo per cercare di individuare forme di flessibilità dell’orario di lavoro con criteri, modalità e soggetti interessati che potranno essere individuati di concerto con le organizzazioni sindacali». Non basta. La multinazionale spiega di aver, fin da subito, «messo a disposizione gratuitamente lo stabilimento di Cerreto per facilitare l’azione di diversificazione industriale. Allo stato attuale abbiamo concrete manifestazioni di interesse da parte di imprese che sono disponibili ad installare le proprie attività dando la possibilità di ricollocamento a parte del personale attualmente impiegato da Elica. Data la piena disponibilità al dialogo, unitamente alle concrete proposte sopra menzionate e volte al mantenimento dell’occupazione in Italia, Elica è pronta per un ampio approfondimento con le parti sociali sia presso il tavolo della Regione Marche che con il Ministero dello Sviluppo Economico». Una novità, a sorpresa, che riapre i giochi della diplomazia.

 



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