Un sabato al museo Stupor Mundi
per scoprire le meraviglie
dell’oreficeria medievale
Se Federico giganteggia dalla piazza dove è nato permettendo a Jesi di veicolare la sua immagine attraverso i vari ambiti che la sua personalità ha indagato (praticamente tutti) vi sono altri personaggi che offrono alla città grandi opportunità per aprire altri percorsi. Oltre a Giovanbattista Pergolesi, o Raphael Sabatini forse pochi sanno che l’orafo Lucagnolo di Ciccolino raggiunse i più alti vertici della sua arte suscitando l’invidia del ben più famoso Benvenuto Cellini. Ed ecco perché si è sviluppata una tradizione orafa di alto livello e non per nulla via Pergolesi è nota nell’immaginario locale come via degli Orefici. Questo lo spunto per l’iniziativa di sabato 12 alle ore 17,30 che si terrà nel cortile del Museo Stupor mundi “Le meraviglie dell’oreficeria medievale” relatore Furio Cappelli che costituirà la base d’avvio per toccare con mano il fascino e gli splendori di quest’arte a cominciare da quei secoli che tutto sono fuorché bui. «Base d’avvio di ipotesi progettuali che vedranno altri appuntamenti e il coinvolgimento di varie componenti tra cui il Liceo Artistico Edgardo Mannucci e gli operatori di settore perché la cultura e l’artigianato divengano finalmente volano di crescita. – fa sapere una nota della fondazione Federico II che organizza l’evento – Ma non basta. La serata vuole lanciare un altro messaggio che è quello del pieno coinvolgimento di ogni cittadino nell’amore per quanto il proprio tessuto urbano offre. E chi più di Enrico Bernardi, punto di riferimento di uno dei quartieri storici nonché vivaci di Jesi può esserne il testimonial. Un testimonial che si fa carico dell’importanza della coesione e della riqualificazione necessaria al buon vivere ipotizzando un utilizzo mirato degli spazi con la creazione di una pinacoteca all’aperto, di marciapiedi disegnati con i giochi di una volta, di interscambio tra le varie etnie per arricchimento reciproco e non chiusura o rifiuto. E sarà lui, con il sassofonista (per passione, in realtà è un ortopedico) Benedetto Mezzanotte ad aprire e chiudere la serata con le canzoni di Zucchero e Ivano Fossati, in pieno collegamento del passato col presente».
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