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Vertenza Elica ancora senza l’accordo
L’azienda ritira i provvedimenti disciplinari

FABRIANO - Nuovo incontro tra i vertici aziendali e le parti sociali questa mattina nella sede di Confidustria Ancona. Si è discusso, per ora senza esito, delle possibili famiglie di prodotti sostenibili e da riportare sul territorio italiano e del ridimensionamento degli esuberi annunciati con il nuovo piano industriale. Tavolo tecnico aggiornato al 1 settembre
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I rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm del coordinamento unitario di Elica

 

 

Vertenza Elica, il dialogo è ancora alla fase delle prove tecniche: non c’è accordo su quali produzioni puntare per rioportare il lavoro in Italia e sulla conseguente riduzione degli esuberi previsti dal nuovo piano strategico annunciato dalla multinazionale di Fabriano e al momento sospeso.  Dopo l’incontro svolto oggi nella sede di Confindustria Ancona si è comunque registrato qualche passo avanti distensivo tra le parti. L’azienda, ad esempio, ha accettato di ritirare i provvedimenti disciplinari formalizzati  nelle scorse settimane a carico di alcuni dipendenti. «Nell’incontro odierno le parti sono entrate nel merito su come poter arrivare ad una condivisione di un nuovo piano industriale, dove al centro ci sia la salvaguardia occupazionale e la prospettiva futura: nella fattispecie si è discusso delle possibili famiglie di prodotti sostenibili sul territorio italiano. – spiega in una nota il coordinamento sindacale unitario del gruppo Elica – Sono stati individuati tre macro gruppi di famiglie oggetto di una valutazione che ha messo in evidenza come alcune produzioni potrebbero essere subito sviluppabili in Italia ed altre che invece hanno bisogno di strumenti per essere sostenibili nei due siti produttivi. Gli ulteriori modelli che l’azienda è disposta a far rientrare dalla Polonia avrebbero un impatto occupazionale di ulteriori 15 dipendenti che si aggiungerebbero agli 80 già annunciati nello scorso tavolo tecnico, arrivando così a diminuire l’esubero di 95 unità»

Le ulteriori proposte avanzate dalla organizzazione sindacale avrebbero una ricaduta occupazionale di oltre 150 persone «ma sono state considerate non sostenibili da Elica, quindi il coordinamento reputa ancora insufficienti le disponibilità aziendali per condividere un progetto che deve aver al centro la totale tutela occupazionale. – sottolineano Fim, Fiom e Uilm – Al margine dell’incontro, in considerazione del fatto che nonostante le notevoli distanze che permangono si è entrati comunque in una fase di confronto, l’azienda dietro nostra richiesta, ha accettato il ritiro dei provvedimenti disciplinari fatti verso alcuni dipendenti e relativi procedimenti giudiziari». Il Coordinamento ha ribadito la necessità di ulteriori sforzi da parte di Elica «nella logica di condividere un progetto, senza licenziamenti di persone e che preveda invece il ritorno del lavoro in Italia, da sottoporre al Mise per valutarne la sostenibilità ed i mezzi necessari ad accompagnarlo. Il tavolo tecnico – chiude il comunicato – è aggiornato al 1 settembre, mese in cui entro la prima decade deve essere convocato nuovamente l’incontro ministeriale».



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