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Area Marina Protetta del Conero,
«Il Comune ha paura del referendum?»

ANCONA - Comitato per l'istituzione dell'AMP sul piede di guerra: se il pronunciamento sull’ammissibilità del quesito referendario dovesse tardare ancora i componenti non escludono un ricorso al Tar per una sorta di inadempimento d’atti da parte dell'amministrazione
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il comitato pro Area Marina Protetta del Conero

 

di Giampaolo Milzi

La possibilità di un referendum sul tema dell’Area Marina Protetta del Conero sembra spaventare l’amministrazione comunale. Questa la netta impressione espressa stamattina dal comitato promotore della consultazione per l’AMP nel corso della conferenza stampa tenutasi al Bar Miramare della Pineta del Passetto. Sul banco degli “imputati” che «remano contro puntando sul trascorrere improduttivo del tempo» la sindaca Mancinelli. Silenzio cronico del Comune? «Certo, eccome, basta pensare che la nostra proposta di referendum cittadino, con 65 firme autenticate dal notaio (ne bastavano 40, ndr) sulla realizzazione dell’AMP l’abbiamo presentata il 17 maggio – ha risposto Andrea Fantini, portavoce del comitato – E da allora sono passati più di 80 giorni in cui riguardo l’iter per l’ammissibilità non è successo assolutamente nulla di sostanziale, nessuna risposta». E ancora: «L’atteggiamento del Comune è quello di chi ha paura di un pronunciamento popolare a favore della realizzazione dell’AMP». Insomma, il comitato vuole che, «vista la incapacità di decidere da parte dei politici che amministrano Ancona» si pronuncino i cittadini a favore o contro l’AMP così come previsto dalla proposta del ministero alla Transizione ecologica. Durissimo l’attacco al Comune, alla Mancinelli e alla maggioranza politica che la sostiene. Fantini: «Un atteggiamento vergognoso, dilatorio e ostruzionistico. La sindaca è stata insincera in merito all’istituzione dell’AMP. Pensate che nel 2013 aveva messo questo obiettivo nel programma del suo primo governo di legislatura. Salvo poi, dopo anni, fare marcia indietro». Al contrario dei sindaci di Numana e Sirolo (gli altri due Comuni coinvolti nell’ipotesi della nascita della riserva marittima protetta del Conero), la Mancinelli e la sua Giunta non hanno ancora risposto a proposito del loro orientamento alla Regione Marche, che dovrebbe poi trasmettere quell’orientamento al Ministero. Unico contentino, diciamo così, il fatto che la Commissione comunale referendaria – che tra l’altro, a norma di Statuto, avrebbe dovuto insediarsi già nel 2018 ma lo ha fatto solo nei primi del giugno scorso – il 26 luglio ha ricevuto una delegazione del comitato referendario.

Vista sul Conero

«Un fatto in teoria positivo – hanno rimarcato anche Roberto e Riccardo Picciafuoco, rispettivamente presidente del comitato e numero uno del Forum Salviamo il Paesaggio (che comprende ben 102 associazioni delle Marche) – c’è stato un confronto, abbiamo presentato le due memorie pro AMP che poi abbiamo depositato in Comune il 28 e 20 luglio. Ci hanno ascoltato. I consiglieri di maggioranza Tommaso Sanna (che è anche presidente della commissione) e Claudio Freddara hanno dimostrato un certo interesse per le nostre ragioni. Ma è tutto qui, purtroppo». Un purtroppo che si lega anche al fatto che non si sa ancora quando la commissione si riunirà. In commissione si è parlato anche della posizione espressa dal Segretario comunale, che vorrebbe alcuni ritocchi al quesito referendario. «Ritocchi che non vogliamo, controproducenti, perché appesantirebbero negativamente il quesito che, così com’è stato da noi redatto, rispetta in pieno i tre requisiti di legge: chiarezza, semplicità e univocità», hanno sottolineato Fantini e i due Picciafuoco. «Se la Giunta comunale vuole un compromesso, che almeno parli. L’importante è che poi si esprima al più presto sull’ammissibilità o meno del quesito referendario. Altrimenti continuerebbe ad arrecare un danno gravissimo alla partecipazione democratica in questa città», hanno detto i tre rappresentanti del comitato.
Quanto ai benefici dell’AMP, secondo le due ipotesi zona B e C del ministero (che ha scartato la A, quella che comporterebbe maggiori restrizioni alle attività nell’area) verrebbero introdotti solo divieti alla pesca subacquea, allo sci nautico e all’utilizzo di acquascooter (e mezzi similari). Enormi, secondo il comitato, sarebbero invece i benefici: «Si arresterebbe finalmente quel processo che da anni mette a rischio il proliferare di molluschi, la pescosità e le biodiversità di questo spicchio di Adriatico» ha detto Riccardo Picciafuoco. Il quale ha poi evidenziato come, secondo dai Istat, nei Comuni dove è stata istituita una AMP, si è registrato un aumento del 3% del reddito medio rispetto ai Comuni che non l’hanno istituita. Favorevoli all’AMP del Conero, anche i vertici dell’ente Parco del Conero e Gianmarco Luna, presidente de Centro Nazionale ricerche (CNR). Restano contrarie le varie associazioni dei vongolari, i pescatori subacquei e il Consorzio Vanvitelli che gestisce il porto turistico di Marina Dorica. «Ma conosco personalmente molti diportisti che sarebbero felicissimi se venisse varata una AMP del Conero» ha puntualizzato Fantini. Il quale, concludendo, è tornato sul nodo focale dell’ammissibilità del quesito referendario. «A parte che già nella consultazione popolare informale di parecchi mesi fa sull’AMP avevamo raccolto 4600 firme di persone favorevoli. Ma se in Comune continuano a dilazionare i tempi per una risposta ci troveremmo in difficoltà per la raccolta delle 4300 firme di elettori. Ciò se arrivasse l’ammissibilità. E se arrivasse in estate non sarebbe un problema, in caso contrario la raccolta sarebbe molto più complicata, considerando anche il rischio di una recrudescenza della pandemia da Covid in autunno». Esasperati, quelli del Comitato. Se il pronunciamento sull’ammissibilità del quesito dovesse tardare ancora non escludono un ricorso al Tar per una sorta di inadempimento d’atti da parte del Comune.

 

Area Marina Protetta: «Inammissibile il referendum»

Area marina protetta del Conero: «Il Comune si esprima sull’ammissibilità del referendum»

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