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Area Marina Protetta,
bocciata la richiesta di referendum

ANCONA - La commissione ha dato parere negativo sulla possibilità di aprire le urne per chiamare i cittadini a votare sull'istituzione dell'AMP. Ora la palla passa al Consiglio
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Vista dal Monte Conero

 

Dopo mesi di rinvii e perdite di tempo, la commissione referendaria ha espresso all’unanimità il proprio parere negativo rispetto all’ammissibilità del quesito referendario sull’area Marina protetta presentato nella primavera scorsa dal comitato promotore. A renderlo noto è Altra Idea di Città. «Un parere che, sotto una mole di arzigogolati ragionamento giuridici, non fa altro che confermare quello che purtroppo preannunciavamo da tempo: la maggioranza di centrosinistra che governa questa città non solo non vuole l’area Marina protetta, ma non vuole neanche che ad esprimersi siano i cittadini ha fatto sapere AIC -. I commissari Berardinelli , Sanna e Freddara, dunque, hanno deciso, dopo mesi di riunioni (quando il regolamento imponeva una risposta in 15 giorni) che il referendum non si deve fare. Una decisione grave e anti democratica che palesa ancora una volta la miopia politica di chi non è neanche capace di cogliere le occasioni di partecipazione democratica provenienti dalla cittadinanza e dal territorio. Ora la palla passa al Consiglio che dovrà anch’esso esprimersi sull’ammissibilità del quesito; ci auguriamo che dall’aula possa arrivare un sussulto di dignità e coraggio, ma, se così non sarà, come è facile prevedere di fronte ad una maggioranza blindata e priva di qualsiasi spirito critico, occorrerà mobilitare quante più forze possibili per far cambiare idea a chi intendere continuare ad affossare questa città». Sulla bocciatura è intervenuto anche Roberto Picciafuoco, presidente del Comitato promotore del referendum: «Non ci sorprende l’esito del parere della Commissione; in quanto formulato da rappresentanti di una maggioranza che, sin dall’inizio, ha temuto il pronunciamento popolare e si è opposta al referendum con ogni possibile ostruzionismo.
Gli anconetani devono sapere che continueremo a denunciare chi in città vuole che ci siano governanti e sudditi e non un’amministrazione democratica che rispetti i diritti dei cittadini». Inoltre, stando al Comitato, «la Commissione consiliare, ritardando oltre la minima decenza il pronunciamento sull’ammissibilità del referendum rispetto a quanto previsto da Regolamento e Statuto comunale, ha formulato una proposta di quesito alternativa che è una vera presa in giro per il diritto dei cittadini anconetani di esprimersi democraticamente.
Secondo la Commissione, si dovrebbe passare dalle tre righe della proposta iniziale del Comitato ad una quarantina di righe, elencando tutta una serie di limitazioni che risultano faziose e di parte – perché non vengono citati anche i benefici e vantaggi ambientali ed economici – e fuorvianti – perché limitazioni e benefici andranno specificatamente valutati ed inseriti con il regolamento di gestione che sarà successivamente determinato dallo stesso Comune di Ancona sulla base delle effettive esigenze e peculiarità dell’area marina sottoposta a tutela».

Area Marina Protetta del Conero, «Il Comune ha paura del referendum?»

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