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«L’ospedale di Loreto
va riqualificato con il ripristino
del Punto di Primo Intervento».

SANITA' - Protocollo d'intesa firmato dai sindaci dei comuni di Castelfidardo, Porto Recanati, Loreto, Sirolo e Numana per aprire un tavolo di confronto con la Regione Marche sul valore strategico del presidio 'Santa Casa' nell'ambito del Piano sanitario regionale
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da sin. il vice sindaco di Numana Calducci, i sindaci Ascani (Castelfidardo), Mozzicafreddo (Portorecanati), Moschella (Sirolo) e Pieroni (Loreto)

 

Un protocollo d’intesa è stata firmato venerdì scorso da cinque Comuni della Valmusone e della Riviera del Conero per chiedere la riqualificare l’ospedale di Loreto. Il Comune di Castelfidardo è tra i cinque enti che hanno il documento mirato ad ottenere la riorganizzazione e conseguente riconversione del Punto di Primo Intervento (Ppi) dell’ospedale di comunità ‘Santa Casa’, declassato dal 2016 a Presidio Ambulatoriale Territoriale (Pat). Il documento, «sottoscritto ieri mattina nell’aula consiliare di Porto Recanati dai sindaci Ascani (Castelfidardo), Pieroni (Loreto), Mozzicafreddo (Portorecanati), Moschella (Sirolo), Tombolini (Numana, rappresentato dal vice Calducci) che ne hanno condiviso i contenuti con le rispettive Giunte, vuole aprire un tavolo di confronto con la Regione Marche, sottolineando il valore strategica del nosocomio loretano nell’ambito del Piano sanitario regionale» sottolinea una nota del Comune di Castelfidardo.

Il Pat di Loreto. Dal 2016 il presidio sanitario ‘Santa Casa’ è stato riconvertito in ospedale di comunità perdendo il Punto di primo intervento che poteva curare anche i codici rossi

Il progetto di riconversione è ispirato al principio della small efficienty (il piccolo che fa qualità), che – come recita il documento – può permettere con costi esigui una riqualificazione tale da offrire maggiori opportunità alla collettività. «Ringrazio il dott. Marco Messi che ha formulato un parere tecnico sull’operazione e tutte le Istituzioni presenti: combattiamo una battaglia giusta che rinnova la speranza di riattivare un servizio sanitario decoroso per il territorio» ha evidenziato il sindaco uscente Roberto Ascani, sottolineando «l’importanza di sostenere con forza la buona politica che supera gli sterili campanilismi per invertire la rotta e potenziare la Valmusone nel suo insieme».

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