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«Ok alle cure domiciliari Covid
ma l’ospedale di Senigallia
attende ancora delle risposte»

IL CONSIGLIERE regionale di 'Rinasci Marche', Luca Santarelli, è soddisfatto della scelta di adottare il nuovo protocollo sanitario ma esprime rammarico «per le criticità più volte evidenziate e rimaste irrisolte nel nosocomio senigalliese»
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Luca Santarelli

 

 

 

Dopo averla più volte caldeggiata, il capogruppo di Rinasci Marche, Luca Santarelli, si dice soddisfatto per la scelta della Regione Marche di adottare un nuovo protocollo che prevede la somministrazione precoce di farmaci a casa nella cura del virus, ma lancia anche un nuovo appello perché venga al più presto risolta la situazione nella struttura ospedaliera senigalliese. «Dopo sei mesi accogliamo con soddisfazione che le nostre continue sollecitazioni sull’importanza delle cure domiciliari dei pazienti Covid-19 hanno prodotto i risultati auspicati. Ora ci aspettiamo dalla Regione un impegno concreto anche sul fronte dell’ascolto, per il bene di tutti i cittadini, soprattutto i più fragili, e per la celere soluzione delle criticità in cui versa l’ospedale di Senigallia». Commenta così Luca Santarelli la notizia diffusa dagli assessori regionali Filippo Saltamartini e Giorgia Latini, che le Marche sono la prima regione in Italia per cure domiciliari Covid, con 84 specialisti (cardiologi, infettivologi, pediatri, neurologi, oncologi, pneumologi eccetera) che saranno messi in campo per potenziare le terapie a casa. «Non posso che essere soddisfatto – prosegue Santarelli – della scelta da parte della Regione di adottare, come avevo a suo tempo suggerito, un protocollo che prevede la somministrazione ai malati Covid di farmaci a domicilio permettendo di evitare inutili ospedalizzazioni. Così non solo garantiamo cure appropriate, ma vengono evitate congestioni nei pronto soccorso, dando la possibilità al personale sanitario di fornire assistenza appropriata anche alle altre gravi patologie».

Pur compiacendosi per la scelta della Giunta regionale di limitare il ricorso al ricovero attraverso la somministrazione di farmaci (come Remdesivir e anticorpi monoclonali) alle prime manifestazioni del virus, il capogruppo di Rinasci Marche non può che esprimere il rammarico «per la situazione dell’ospedale di Senigallia in merito alla quale continuo a non ricevere risposte. Le criticità più volte evidenziate non sono state risolte, e lo stato della struttura ospedaliera prosegue ad aggravarsi. Ci sono numerose urgenze da risolvere, in diversi reparti, come in cardiologia, o nel pronto soccorso che nelle attuali condizioni non sarà in grado di affrontare una eventuale nuova ondata pandemica che mi auguro non ci sia. La comunità di Senigallia non può ancora aspettare. La salute dei cittadini va messa al primo posto. Serve chiarezza». Santarelli torna anche a rimarcare la necessità di ripristinare nel nosocomio senigalliese quota parte delle strutture organizzative attualmente decentrate «facendo scelte maggiormente equilibrate – conclude – e guidate dalla demografia del territorio, il tutto con l’obiettivo primario di dare alla collettività servizi migliori».

 

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