facebook rss

Il Comune lancia un questionario:
«Costruiamo insieme il futuro
della mobilità cittadina»

ANCONA - Quesiti sui mezzi di trasporto e le abitudini dei cittadini e dei pendolari. L'assessore Ida Simonella: «Il Pums dovrà essere perfettamente aderente ai bisogni della città»
Print Friendly, PDF & Email

La ciclabile in via Marconi

 

Il Piano urbano per la mobilità sostenibile del Comune di Ancona (Pums) entra nella sua fase operativa, con il primo obiettivo, di tipo analitico, di conoscere le opinioni, i bisogni, le abitudini e i desideri della città in tema di mobilità. E’ una fase, dunque, che non può prescindere dalla collaborazione dei cittadini e dei portatori di interesse. «Aggiungiamo – afferma l’assessore alla Mobilità e trasporti Ida Simonella – un ulteriore tassello al percorso di partecipazione che per la nostra Amministrazione è un metodo di lavoro e di governo. Dopo il confronto con i Comitati territoriali di partecipazione (Ctp) e le Commissioni, ora ci rivolgiamo direttamente ai cittadini, perché il Piano dovrà essere perfettamente aderente ai bisogni della città». «Il fatto – afferma l’assessore alla Partecipazione e alla viabilità Stefano Foresi – che siamo partiti proprio dal confronto con i Ctp dimostra ancora una volta la volontà dell’Amministrazione di mettere al centro la partecipazione dei cittadini, a tutti i livelli. Ci teniamo moltissimo, per costruire concretamente insieme il futuro della mobilità cittadina». Per garantire un buon inizio in termini di “localizzazione” dei temi strategici, il Comune, in collaborazione con Isfort, l’Istituto di formazione e ricerca sui trasporti che collabora con l’Ente per la redazione del piano, ha predisposto un questionario per tutti i cittadini e per i pendolari che arrivano in città per motivi di studio o di lavoro, così che i progettisti possano disporre delle informazioni necessarie sulle caratteristiche degli spostamenti e sull’attitudine a utilizzare nuove modalità di viaggio. Il questionario è disponibile sul sito del Comune di Ancona, raggiungibile dallo slider in home page, o direttamente all’indirizzo. Maggiore sarà il numero delle risposte, tanto più aderente agli effettivi bisogni della comunità sarà il percorso di pianificazione. Il Pums, lanciato ad Ancona il 28 luglio 2021, non si pone come piano aggiuntivo all’interno del sistema di governo della città, ma, in base alla normativa europea e nazionale, come un documento che recepisce i piani preesistenti (nel caso di Ancona il Prg, il Pia e tutti gli altri documenti strategici di cui si è dotata l’Amministrazione), con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e le prestazioni ambientali dell’area urbana, in modo da assicurare un ambiente più sano in un complessivo quadro di sostenibilità economica e sociale, in condizioni di sicurezza, autonomia e accessibilità.

L’assessore Simonella

Questo tipo di pianificazione strategica intende dunque soddisfare la variegata domanda di mobilità delle persone e delle imprese integrando gli altri strumenti sulla base dei principi di partecipazione, monitoraggio e valutazione.  Il questionario proposto ai cittadini e agli stake holders classifica le risposte in base al genere, alla fascia d’età, alla condizione occupazionale, alla residenza, al lavoro e alle modalità di svolgimento dello stesso (smart working o in presenza). Tiene conto inoltre del tipo di spostamento principale (comunale o extracomunale), dei motivi dello stesso, delle fasce orarie, dei mezzi utilizzati, dei tempi impiegati, dei motivi della scelta dei diversi mezzi di spostamento pre e post Covid, con un focus particolare sull’utilizzo delle biciclette e sulle poste ciclabili e sui sistemi di micromobilità. Il questionario raccoglie infine le osservazioni e i suggerimenti dei cittadini per lo sviluppo della mobilità del futuro, in particolare relativamente a efficacia ed efficienza del sistema di mobilità, sostenibilità energetica ed ambientale, sicurezza, sostenibilità socio-economica, miglioramento dei servizi, riequilibrio modale (per esempio meno spostamenti in auto e più con il TPL), riduzione della congestione (ad es. nuovi servizi di sharing, mezzi commerciali sostenibili), miglioramento dell’integrazione tra lo sviluppo del sistema della mobilità e l’assetto e lo sviluppo del territorio (ad es. servizi di TPL in nuove aree urbane), miglioramento della qualità dello spazio stradale ed urbano (ad es. nuove aree pedonali e/o zone 30), riduzione del consumo di carburanti tradizionali diversi dai combustibili alternativi, miglioramento della qualità dell’aria, riduzione dell’inquinamento acustico, dell’incidentalità stradale, miglioramento della inclusione sociale (ad es. abbattimento delle barriere architettoniche), riduzione della spesa per la mobilità (ad es. sconti sull’acquisto degli abbonamenti al TPL per i lavoratori).

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X