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Con un falso tesserino si fingono
operatori di ‘JesiServizi’:
«Attenzione, è una truffa»

JESI - La società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti sul territorio comunale, ha messo in guardia gli utenti dopo la segnalazione di alcuni casi: «Nessun nostro addetto è autorizzato a suonare i campanelli delle abitazioni né tanto meno ad entrare in casa»
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(foto d’archivio)

 

‘JesiServizi’, la società impegnata nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti e della salvaguardia dell’igiene pubblica a Jesi, mette in guardia gli utenti dai possibili truffatori che suonando ai campanelli delle abitazioni e mostrando un tesserino falso, tentano di raggirare i padroni di casa.

«Sono giunte segnalazioni di casi di persone che si presentano nelle abitazioni, spacciandosi per propri addetti ed esibendo tesserini contraffatti. Almeno due gli episodi riferiti: nel primo sarebbe stato chiesto di visionare le bollette per verificare la corretta applicazione della Tari, nel secondo per sanificare vestiario vario. È evidente, in entrambi i casi, il tentativo di entrare in casa in maniera furtiva. E bene hanno fatto i cittadini coinvolti a rifiutarsi di aprire la porta»  fa sapere un avviso pubblicato anche dal Comune di Jesi .  Al riguardo JesiServizi ricorda che i propri operatori, oltre a ritirare la raccolta differenziata fuori delle abitazioni, si occupano solo del ritiro dei rifiuti dei cittadini in quarantena da Covid-19.

«Ma anche in questa tipologia di servizio non entrano mai in casa, per nessun motivo, non esibiscono alcun tipo di documento, né si occupano di sanificare abiti o locali. – prosegue la nota –  La prima volta consegnano i sacchi da usare per la raccolta (quella differenziata è sospesa per chi si trova in quarantena) e spiegano, senza mai entrare in contatto fisico con i cittadini, come utilizzarli. Nelle volte successive ritirano i rifiuti che il cittadino in quarantena lascia fuori dalla porta di casa. JesiServizi raccomanda pertanto di diffidare di chiunque si comporti in modo sospetto e di avvisare prontamente le forze dell’ordine»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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