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Cartiere Fedrigoni,
«60 milioni di investimenti»

IL BRAND FABRIANO è in crescita. È questo uno dei temi toccati dall'assemblea che si è tenuta ieri tra i vertici aziendali e i sindacati. Annunciato un aumento delle quote rosa e un'Accademia di formazione
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cartiereMilianifedrigoni

Cartiera Fabriano del gruppo Fedrigoni

 

Più donne nel gruppo Fedrigoni, un istituto di istruzione tecnica superiore o un’accademia interna di formazione per addetti specializzati nel settore cartario, 60 milioni di euro di investimenti annunciati, la sfida di crescere nel settore delle etichette: semaforo verde dai sindacati nazionali di categoria Slc Cgil, Fistel CIsl, Uilcom Uil, all’assemblea tenutasi ieri con i vertici del gruppo proprietario delle cartiere di Pioraco, Castelraimondo e Fabriano. «Le conclusioni dell’amministratore nella sua relazione introduttiva e alle varie risposte date dopo il dibattito con le organizzazioni sindacali, hanno dato la visione di un gruppo frizzante e pieno di voglia di crescere, con i benefici che lo andranno a rendere sempre più forte e accreditato a livello nazionale e mondiale», si legge nella nota congiunta delle organizzazioni sindacali. La riunione si è tenuta come momento informativo annuale, nell’ambito delle relazioni sindacali del comparto cartai.

Erano presenti per il gruppo Fedrigoni l’amministratore delegato Marco Nespolo, Monica Magrì, Mattia Stea, Mario Naldini, Giuseppe Giacobello, oltre alle prime linee delle varie divisioni e stabilimenti. Per le organizzazioni sindacali le strutture nazionali, territoriali e rsu dei vari stabilimenti. Soddisfatti i sindacati dello stato attuale del gruppo: «Andamenti per il 2021 al di sopra delle aspettative. Si stanno concentrando per sviluppare maggiormente il mercato nord americano, specialmente per il prodotto etichette, anche considerando che quelle legate ai vini, hanno coperto come Fedrigoni il 41% a livello mondiale. La Fedrigoni Group risulta il terzo player nel mondo, con l’obiettivo di scalare la classifica verso l’alto, utilizzando tutti gli strumenti idonei per raggiungere lo scopo, che passano tra la diversificazione dei prodotti, anche in visione di una diversa coscienza del utilizzatore finale che predilige materiali sostenibili contro quelli legati alla plastica, prodotti a base di cellulosa, esplorando il mercato del food, anche con acquisizioni di nuove strutture propedeutiche al progetto (Tecnoform con il 70% del capitale)».

Le prospettive di mercato al momento vanno a gonfie vele, continua la nota sindacale: «Forte ripresa del packaging del lusso, mercato che durante la pandemia ha subito maggiormente la crisi, anche il mercato legato al brand Fabriano (artistico/scuola) è in crescita, con investimenti per rispondere alla domanda. Sul lato investimenti il gruppo mettere a budget una cifra vicino ai 60 milioni di euro, con nuove linee di produzione, acquisizione di quote di mercato, per rendere questo gruppo sempre più importante nel panorama nazionale e mondiale, anche se l’aumento delle materie prime (cellulosa ed energia motrice), hanno limitato le marginalità». Sul fronte delle relazioni sindacali sarà stipulato un accordo per le relazioni industriali con regole uguali per i diversi stabilimenti, l’assegnazione di una mail a tutti i dipendenti per favorire la comunicazione interna, aspetti relativi al premio di produttività e la polizza sanitaria, mensilizzazione delle buste paga. Uno dei temi toccati è stato quello del ricambio generazionale: «In un settore con l’età media alta, fare formazione utilizzando Its (istituto tecnico superiore) o creazione di un’accademia interna di gruppo, mirata non solo alle attività produttive o sulla sicurezza del lavoro, ma anche in campo sindacale, per far apprendere le conoscenze per migliorare anche il dialogo tra le parti. Pensiamo che uno degli obiettivi sia la crescita occupazionale, come ha poi ribadito l’amministratore delegato ci saranno immissioni di nuovi dipendenti in vista delle nuove attività». Annunciato un aumento delle quote rosa, le lavoratrici dovrebbero salire dall’attuale 24 per cento, al 30 per cento nel breve periodo, come annunciato dai vertici aziendali.

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