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Trovato con oltre 2 chili di droga:
arrestato un 30enne

ANCONA - Il blitz della polizia è stato fatto in un'abitazione alle Tavernelle dove gli agenti hanno trovato hashish, marijuana e una nuova sostanza chiamata 'rosin'. Lo stupefacente era destinato al quartiere del Piano e avrebbe fruttato oltre 30mila euro
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La droga sequestrata dalla polizia

Aveva 2 chili di droga suddivisi in 22 panetti di hashish e 500 grammi di marijuana destinati ad essere spacciati nel quartiere del Piano: da piazzale Loreto fino alle zone di via Giordano Bruno e corso Carlo Alberto.
L’investimento fatto per acquistare la sostanza stupefacente era di 15mila euro. Droga che, una volta messa sulla piazza, avrebbe fruttato oltre il doppio di quanto speso poiché lo spacciatore aveva trovato il modo di trasformare l’hashish in un’altra sostanza chiamata ‘rosin’, cioè un inedito modo di separazione della resina di canapa sativa, senza l’utilizzo di solventi, che si sta diffondendo tra gli assuntori. I motivi dell’utilizzo di questa tecnica sono la facilità, il basso costo di trasformazione e la qualità del prodotto che viene venduta a prezzi più alti della normale marijuana. In sostanza si tratta di un vero e proprio concentrato.
In manette, arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile, è finito un 30enne anconetano residente alle Tavernelle.
Il giovane, nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso, al termine di un’attività investigativa e una serie di appostamenti e pedinamenti dedicati, è stato raggiunto dagli investigatori della questura nella sua abitazione e sottoposto ad un’accurata perquisizione domiciliare.
I poliziotti gli hanno trovato la sostanza stupefacente, parte della quale era contenuta in due buste sottovuoto.
Osservando la droga, gli agenti si sono accorti anche di una modica quantità, fatta a mo’ di prova, della rosin, che l’arrestato aveva artigianalmente prodotto attraverso un procedimento di lavorazione della marijuana impastata con l’acqua calda.
Per produrre olio di canapa con la tecnica rosin, bisogna infatti applicare una forte fonte di calore e pressione sulle foglie di cannabis. Di solito si usa il ferro da stiro o la piastra per capelli e la carta forno, in modo tale che in pochi secondi la resina cbd si separi, formando piccole gocce che diventano poi l’olio di canapa. La temperatura non deve essere troppo alta altrimenti si perdono più cannabinoidi e terpeni per via della vaporizzazione nel processo, ma nonostante questo la purezza del prodotto sarà sempre maggiore. Il giovane si stava dunque specializzando in questa nuova tecnica per riuscire a far fruttare quanto più possibile il suo investimento.
Il 30enne, già arrestato due volte in passato sempre per reati legati alla droga, è stato accompagnato in questura e dichiarato in arresto per la terza volta. Su disposizione della procura della Repubblica del tribunale di Ancona, è stato accompagnato e rinchiuso a Montacuto. La misura è stata convalidata questa mattina e il giudice ha applicato la custodia cautelare in carcere.
Prosegue dunque il giro di vite sullo spaccio e l’utilizzo di droghe, promesso dal questore Cesare Capocasa.

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