«Sicurezza condizionata dal Covid»:
furti, spaccio e reati informatici
ma pure risse e vandalismo

ANCONA - Nonostante il numero dei reati sia in calo, le forze di polizia stanno lavorando per contrastare queste fenomenologie. E' quanto emerso dalla riunione della conferenza regionale delle Autorità di pubblica sicurezza tenutasi oggi in prefettura

Controlli da parte delle forze dell’ordine (Archivio)

 

«Il fenomeno della pandemia ha condizionato in maniera radicale e irreversibile i comportamenti determinando per conseguenza lo sviluppo di nuove situazioni che determinano pregiudizio per l’ordine e sicurezza pubblica inteso come ordinato vivere civile».
E’ la riflessione con la quale si è dato inizio oggi alla riunione della conferenza regionale delle Autorità di pubblica sicurezza tenutasi in prefettura.
«Per quanto riguarda la disamina dei dati statistici degli ultimi anni, tenuto conto delle conseguenze delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria – è emerso durante il tavolo -, si conferma in tutta la regione la tendenza alla diminuzione del numero complessivo dei reati. Dall’analisi delle singole tipologie si evidenziano, per numero, i reati di furti; quelli connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti e i reati informatici per i quali si è convenuto di intensificare l’attività di prevenzione e contrasto».
Piuttosto diffuso risulta invece il fenomeno riguardante le sostanze stupefacenti al punto che «l’attività delle forze di polizia si è concentrata principalmente nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile. I risultati sono stati rilevanti con il sequestro di ingenti quantitativi di sostanze e la denuncia all’autorità giudiziaria dei responsabili, anche stranieri, che spacciano sostanze che giungono nel territorio da altre regioni».
Per quanto concerne il problema del disagio giovanile che, «dopo la fine del lockdown, si è manifestato in atti di vandalismo, episodi di violenza e risse da parte di gruppi di giovani o adolescenti, nei centri storici o luoghi dove si svolge tradizionalmente la movida nel fine settimana, la risposta delle istituzioni si è concretizzata in un articolato dispositivo di presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine e in molteplici interventi finalizzati a intervenire sulle cause dei comportamenti illeciti».
Dall’analisi delle informative delle forze di polizia è emerso poi che in regione non sono presenti insediamenti di associazioni criminali di stampo mafioso, italiane e straniere ma «l’attenzione rimane comunque alta per intercettare i reati spia o fenomeni di infiltrazione nel tessuto economico regionale che risulta in questo momento eventualmente vulnerabile a causa delle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria».
In tale ambito l’attività delle prefetture, con il supporto investigativo delle forze di polizia, «ha consentito di intensificare gli interventi di accesso ai cantieri e di implementare le verifiche antimafia preventive in conformità agli specifici protocolli di legalità appositamente stipulati, estese ai settori particolarmente sensibili o a opere pubbliche di rilevanza strategica. Il monitoraggio – hanno proseguito – effettuato dall’osservatorio regionale sugli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali ha evidenziato un numero ridotto di episodi che, per tipologia e contesto, prevalentemente scritte offensive o lievi danneggiamenti, consentono di delineare un quadro regionale che non desta, al momento, particolare preoccupazione».

(al.big)

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