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Jesi resta ‘no tax zone’,
il Comune destina altri 25mila euro
alle nuove attività economiche

SOSTEGNO - Il bando resterà aperto fino a febbraio 2022 per la presentazione delle domande. I contributi saranno stanziati a compensazione delle imposte comunali da versare nei primi tre anni, dalla Tari al canone unico per esposizioni pubblicitarie e alla Tosap
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Jesi si conferma “no tax zone” per chi intende aprire una nuova attività. La Giunta comunale, nella sua ultima seduta, ha infatti autorizzato l’Area Servizi Finanziari a pubblicare il bando riservato ai nuovi esercizi commerciali o artigianali avviati nel corso del 2021.«Attraverso tale bando – che resterà aperto fino a tutto febbraio per la presentazione delle domande – vengono concessi contributi a compensazione delle imposte comunali da versare nei primi tre anni (tassa rifiuti e canone unico per esposizioni pubblicitarie e occupazioni suolo pubblico). – specifica una nota del Comune di Jesini – Priorità nella graduatoria viene data al centro ed ai borghi storici. Ma con 25 mila euro di risorse stanziate – budget che resta incrementato rispetto al passato – quasi sicuramente saranno ammesse al beneficio tutte le attività in graduatoria, così come si riesce a fare dal 2014, anno in cui il Consiglio comunale ha introdotto questa opportunità che l’aveva posta in primo piano in ambito regionale».

«I contributi, come noto, sono riservati alle nuove attività commerciali costituite da ditte individuali, alle società di persone, alle srl anche unipersonali. – prosegue il comunicato – Relativamente alle imprese artigiane, l’avviso è riservato alle attività di produzione di propri beni, compreso l’artigianato artistico e l’artigianato nel settore alimentare (pizzeria, rosticceria, pasta fresca, ecc.). In graduatoria il punteggio maggiore (60 punti) è attribuito alle attività ubicate in centro o nei borghi storici così come individuati dal piano regolatore, nel rispetto dell’obiettivo di favorire le nuove attività di vicinato nei quartieri più datati. Vengono tenute in considerazione con punteggi significativi (15 punti) le attività presentate da donne o giovani fino a 35 anni, ma anche (12 punti) quelle di soggetti disoccupati da almeno 12 mesi».

Il contributo, come noto, è pari a 500 euro l’anno per tre anni, calcolato su una stima di quello che potrebbe essere il gettito locale. Secondo le stime dell’Area Servizi Finanziari, come detto, le risorse stanziate dovrebbero essere sufficienti per coprire tutte le domande che verranno correttamente presentate, indipendentemente dal quartiere dove le attività sono ubicate. Negli ultimi tre anni sono state una trentina le domande ammesse a contributo, di cui 11 riferite alle aperture del 2020 (5 negozi commerciali, 4 locali di ristorazione e somministrazione presenti in centro, 1 vendita di frutta e verdura e 1 pizzeria ubicati in altri quartieri).

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