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Giornata contro la violenza sulle donne:
«Pandemia e crisi hanno peggiorato
la situazione anche nelle Marche»

ANCONA – L’avvocato Maurizio Miranda, presidente dell’Ordine forense provinciale, sottolinea come ci sia «tanto da fare e, malgrado le buone intenzioni, siamo lontani dalla risoluzione del problema che è di rilievo giuridico ma è anche di ordine culturale, sociale ed economico». Secondo i dai ministeriali le richieste di aiuto al 1522 nella nostra regione erano 176 nel 2019, sono state 185 nel 2020
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Maurizio Miranda

 

 

«La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che cade il 25 novembre è un appuntamento particolarmente sentito dagli avvocati per le odiose fattispecie di reato che accompagnano questo tipo di violenza». A dirlo è Maurizio Miranda, presidente dell’Ordine degli avvocati di Ancona, che rimarca l’importanza di lavorare sulla prevenzione per combattere tutti insieme una deriva che purtroppo sembra non avere fine. «Ben vengano tutte le molteplici iniziative pubbliche che sensibilizzano su questo tema – ha aggiunto Miranda – e, se come avvocati abbiamo il dovere di tutelare di tutti i diritti, come persone siamo particolarmente colpiti da avvenimenti tragici che riguardano le donne così come i minori e su cui l’attenzione va posta ogni giorno».

I dati diffusi dal Ministero della Salute circa le chiamate al 1522 testimoniano un trend stabile nelle Marche di richieste di aiuto, erano 176 nel 2019, sono state 185 nel 2020, con la pandemia e le restrizioni agli spostamenti che hanno acuito il fenomeno. Negli anni precedenti i dati erano più confortanti. «Nessuna segnalazione va trascurata – insiste Miranda – e, per dare un senso compiuto all’istituzione di questa Giornata i cui valori vanno rinnovati ogni giorno, occorre ripensare ai motivi per la quale è stata indetta e a come si possa combattere un fenomeno che, cosa ancor più grave, nasce molto spesso all’interno dei contesti familiari. Come avvocati conviviamo con le titubanze delle vittime a denunciare le violenze temendo le conseguenze per i figli prima ancora che per sé stesse».

Secondo il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona «c’è tanto da fare e, malgrado le buone intenzioni, siamo lontani dalla risoluzione del problema che è di rilievo giuridico ma è anche e soprattutto di ordine culturale, sociale ed economico perché le difficoltà acuite dalla crisi contribuiscono ad esasperare le tensioni, anche quelle familiari, ed è dunque importante contribuire alla creazione di una coscienza collettiva e consapevole di quanto debbano essere socialmente disprezzate tutte le forme di violenza di genere ». «Ciascuno per le proprie competenze, forze dell’ordine, magistratura, avvocatura, politica, cittadini, dobbiamo vigilare impegnandoci nell’agire quotidiano a contribuire a sanare questa piaga» – ha concluso l’avvocato Miranda.

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