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Esuberi Aerdorica, un ex dipendente:
«Dopo 21 anni licenziato
senza neanche un grazie»

ANCONA – Sciopero di quattro ore e sit in di fronte a Palazzo Leopardi, ma nessuno della giunta incontra i lavoratori in presidio. I sindacati: «la Regione batta un colpo ed intervenga»
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di Martina Marinangeli

«Dopo 21 anni in azienda, sono stato licenziato con una comunicazione che non conteneva neanche due righe di ringraziamento per l’attività svolta. Questa è stata la cosa che mi ha fatto più male». La storia di Andrea Bartalini è molto simile a quella degli altri 13 colleghi che, lo scorso 3 novembre, hanno ricevuto la lettera di licenziamento dalla Ancona International Airport, la fu Aerdorica oggi guidata dal fondo Anglo-svedese Njord. Esuberi contenuti in un accordo sottoscritto dai Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti nell’aprile 2020, ma che si sperava di poter evitare date le mutate condizioni e la possibilità di continuare ad utilizzare gli ammortizzatori sociali. Ma la società gestore del Sanzio è stata irremovibile. Bartalini, dopo diversi cambi di mansione, lavorava nel settore della security, ramo aziendale ormai esternalizzato: «ho fatto un colloquio con la società che l’ha preso in gestione, ma bisogna vedere poi anche cosa offre la controparte, sia dal punto di vista lavorativo che di sicurezza dell’attività». L’ennesima vertenza marchigiana per la quale, oltre allo sciopero di quattro ore, oggi è stato organizzata un sit in davanti a Palazzo Leopardi, ma i lavoratori non sono stati ricevuti da nessun membro della giunta. «La Regione batta un colpo – il commento del segretario Uil Trasporti, Giorgio Andreani –. Rappresenta il governo del territorio ed è azionista, anche se di minoranza. Servirebbe uno scatto di orgoglio e battere più forte i pugni sul tavolo. Invece, abbiamo visto un’istituzione piuttosto defilata. Come può pretendere di fare una politica di sviluppo se non è in grado di determinare niente a livello decisionale?». I sindacati chiedono di proseguire con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e «la ripresa di un tavolo negoziale con l’azienda e la Regione per affrontare tutte le altre problematiche del settore – allarga il quadro Roberto Ascani, segretario Fit Cisl –. Le relazioni con il Fondo sono interrotte da tempo e ci parliamo solo “per carte bollate”. Non hanno voluto continuare con gli ammortizzatori sociali e la Regione non è riuscita ad imporsi per traghettare la situazione almeno fino al prossimo anno». Per
Valeria Talevi, segretaria Filt Cgil, serve «fare luce su quale sia il piano industriale di questo aeroporto: vogliamo un’occupazione di qualità e stabile, non in balìa della precarietà. La Regione dà soldi per la pubblicità ed il marketing e ha un membro in Consiglio di amministrazione, deve essere protagonista. Nell’accordo era anche previsto che ricollocasse 4-5 unità di personale e credo che questo aspetto vada onorato». Presente al presidio anche il capogruppo regionale del Pd Maurizio Mangialardi, che parla di «una mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori e soprattutto una dimostrazione della totale impermeabilità della giunta Acquaroli ai problemi del lavoro, che si permette il lusso di voltare le spalle alle persone che hanno perso l’occupazione e alle loro famiglie. Non aver voluto incontrare i sindacati e i lavoratori licenziati è un segnale pessimo ma, allo stesso tempo, molto chiaro: la Regione ha scelto di lavarsi le mani di fronte alla vertenza in corso, quando avrebbe invece potuto esercitare il proprio peso istituzionale per aprire un tavolo di confronto tra le parti. Davvero uno strano modo di essere sovranisti».

Andrea Bartalini

Maurizio Mangialardi al presidio

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