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Debutta il super Green Pass:
«Clienti preparati ai controlli
Il terrore è la zona gialla»

ANCONA - Nessun particolare problema nel primo giorno della certificazione verde rafforzata. Le voci di ristoratori e baristi: «Lasciapassare mostrato anche quando non era richiesto» ma «purtroppo le persone si muovono sempre meno»
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Francesco Barzillona

 

di Alberto Bignami

Al via da questa mattina la richiesta del Green Pass rafforzato per consumare seduti all’interno dei locali. E al via, di conseguenza, anche i controlli.
Gli addetti alla ristorazione non si sono fatti trovare impreparati. «L’applicazione per effettuare la verifica – spiega Francesco Barzillona del bar pasticceria L’Angolo del Dolce di corso Carlo Alberto – era perfettamente aggiornata. C’è da dire – aggiunge – che per noi non è cambiato molto rispetto alla richiesta del Green Pass normale se non per il fatto che ora viene distinto dal tampone. Problemi non ne abbiamo riscontrati anche se ovviamente c’è qualcuno che fa difficoltà ad accettare di mostrarlo. A quel punto dobbiamo far notare che siamo delegati a chiederlo. C’è da dire però che ormai è anche una cosa nota a tutti e chi entra in un bar, sa già che gli verrà chiesto».

Antonio Avello

Nessuna difficoltà anche al Caffè Roma in centro città. «I clienti si presentano già con il telefonino in mano e questo è preferibile perché così facendo, si velocizza tutto. Insomma – commenta il titolare Antonio Avello -, sono tutti già preparati. Piuttosto  è la gente che si muove purtroppo sempre di meno. I controlli non mancano. Da noi ad esempio – conclude – la settimana scorsa sono venuti i carabinieri in borghese».
Sara Ambrosio, titolare di Amarcord in piazza della Repubblica, già da ieri si è preparata «per vedere come funziona l’app aggiornata ma – spiega – solo questa mattina, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ho chiare le idee su chi può consumare al bancone e chi ai tavoli. Per evitare disguidi – prosegue – quando qualcuno chiama per prenotare i tavoli, già al telefono chiediamo se hanno tutti i Green Pass. Ovviamente poi si controlla una volta che vengono. L’unico mio timore – commenta – è l’incubo di una zona gialla di cui ogni tanto si sente parlare. Ricordo bene la regola delle 4 persone per tavolo ma – conclude – per scaramanzia non sono nemmeno voluta andare a rileggermi com’è che funzionava».

Sara Ambrosio

E’ la zona gialla incute preoccupazione anche a Simone Governatori del Bar Torino di corso Garibaldi. «Speriamo di non sentirne parlare più, come di quella arancione, altrimenti sarebbe un incubo e si tornerebbe solo all’asporto, almeno per noi che all’interno del locale non abbiamo tavoli. Questa mattina comunque, nonostante ciò – dice – le persone sono entrare mostrando subito il Green Pass anche se non ce ne era bisogno. Di buono in questo periodo – aggiunge – è poi il fatto che la gente ha ripreso a sedersi anche all’esterno seppur faccia freddo. Cosa che non accadeva da anni. Insomma – conclude – la voglia di trascorrere dei momenti insieme agli amici, famiglia o conoscenti c’è, anche se è freddo. Non credo si voglia quindi tornare indietro, ad un anno fa».

Simone Governatori

Francesco Barzillona

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