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Processo bis strage di Corinaldo:
quasi la metà degli imputati
verso l’abbreviato

ANCONA - Almeno in otto su un totale di 18 persone, avrebbero espresso l'intenzione di farsi con il rito alternativo. Due stanno vagliando il patteggiamento. Andranno sicuramente per la strada dell'ordinario i sei componenti della Commissione di Vigilanza dei Comuni Misa-Nevola, che rilasciarono alla Lanterna Azzurra
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Lanterna Azzurra

 

Due strade per l’udienza preliminare dell’inchiesta bis sulla strage della Lanterna Azzurra. Almeno dieci imputati hanno scelto di procedere con riti alternativi. I rimanenti otto discuteranno le loro posizioni per poi, eventualmente, finire a dibattimento. La ‘spaccatura’ è emersa nel corso dell’udienza che si è tenuta oggi al tribunale di Ancona. Nel gruppo degli ‘ordinari’ rientrano i sei componenti della Commissione di Vigilanza dei Comuni Misa – Nevola che aveva rilasciato al locale di Corinaldo la licenza di pubblico spettacolo pur, contesta la procura, non avendone i requisiti. Tra questi sei, c’è anche il sindaco di Corinaldo Matteo Principi. A scegliere l’ordinario anche due consulenti esterni. Per questi, il procedimento andrà avanti il 3 febbraio del 2022. Il 12 gennaio, invece, si inizierà con la discussione dei riti alternativi.

Le vittime di Corinaldo: Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Asia Nasoni, Eleonora Girolimini, Emma Fabini e Daniele Pongetti

Due vorrebbero patteggiare.  E sono un addetto alla sicurezza per la notte dell’8 dicembre 2018 e l’amministratore unico della Magic srl, la società che gestiva la Lanterna Azzurra. In otto verso l’abbreviato: il dj del locale, nonchè per la procura organizzatore di fatto della serata di musica, i proprietari dell’immobile, due soci della Magic e il responsabile della sicurezza.  I reati ipotizzati a vario titolo: cooperazione in omicidio colposo plurimo, lesioni, falso e disastro colposo. Tra gli imputati era presente solo il sindaco Principi. Sono una quarantina le parti civili costituite, tra cui i familiari delle sei vittime: i minori Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Emma Fabini, Daniele Pongetti, Mattia Orlandi e la 39enne Eleonora Girolimini. Il 13 gennaio 2022 invece inizierà il processo d’appello per i rapinatori della Bassa Modenese, giudicati responsabili in primo grado per omicidio preterintenzionale, lesioni colpose e singoli episodi di furti e rapine. In sei hanno accumulato pene complessive per oltre 68 anni di reclusione. Stando alla procura, uno di loro aveva spruzzato lo spray al peperoncino, causando la fuga scomposta dal locale. La maggior parte degli avventori s’era riversata all’uscita numero 3 della Lanternza. All’esterno le balaustre della rampa non avevano retto.

(fe.ser)

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