Piazza Pertini invasa dai carrelli

ANCONA - Manifestazione di protesta dei Centri Sociali Marche, oggi pomeriggio, contro il caro vita e il potere d’acquisto è sempre più basso dei redditi da lavoro dopo 2 anni di pandemia

I carrelli in piazza Pertini alla manifestazione dei Centri Sociali Marche

 

Piazza Pertini ad Ancona è stata invasa dai carrelli della spesa vuoti a simboleggiare che il potere d’acquisto è sempre più basso e che gli stipendi dopo due anni di crisi medico-sanitaria ed economico-sociale sono inadeguati e continuano a peggiorare rispetto alle spese che continuano invece a crescere e raddoppiare. Alla manifestazione organizzata dai centri sociali delle Marche hanno partecipato anche i lavoratori della Caterpillar di Jesi. «Il carburante è aumentato, tanto da rendere economicamente conveniente la benzina al metano, alla faccia delle polveri sottili. .- ha fatto osservare nel suo intervento di Giulio dei Centri Sociali delle Marche, come riporta una nota – I generi alimentari anche di base, hanno visto i prezzi salire. Sulle bollette ci si aspetta un aumento del 50% per il gas e del 25% per quella dell’elettricità. Conseguenza, ogni attività o servizio saranno portati ad aumentare i costi e quindi anche i prezzi. La manovra finanziaria ripresenta la solita politica fatta di “sostegno economico alle imprese” con una riforma fiscale volta a soddisfare gli interessi dei più ricchi, lasciando i soggetti più deboli in balia della precarietà e della povertà».

«La politica economica del Governo Draghi è, di fatto, una politica classista che inevitabilmente divaricherà ancora di più la forbice della disuguaglianza sociale- ha proseguito – Nella legge di bilancio non c’è nulla che fermi la delocalizzazione delle fabbriche delle multinazionali, c’è solo la regolamentazione di come fare. Chi lavora e viene licenziato da un giorno all’altro, non viene tutelato. Serve un salario minimo garantito per non lavorare per 4 euro lora, serve un reddito di base incondizionato, serve il blocco degli sfratti selvaggi”».

Valentina dell’Adl Cobas Marche ha aggiunto come sia necessario «unire le lotte di chi perde il lavoro con quelle di chi viene sfruttato dal lavoro in subappalto e di chi non riesce a farsi rinnovare il contratto, come i lavoratori della struttura del Santo Stefano di porto potenza. Il carovita sta colpendo tutti e dobbiamo bloccare i profitti delle multinazionali perché non esiste via di uscita in questa pandemia senza il miglioramento delle condizioni di vita di tutti in termini economici, di diritti sociali e ambientali». Daniele della Campagna per il Clima, Fuori dal Fossile ha invece rilevato come «il carovita è l’esito della grande speculazione finanziaria per far scaricare verso il basso il prezzo della crisi economica e il risultato di una finta transizione ecologica che in realtà porta risorse e capitali proprio alle grandi imprese inquinatrici».

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