Il 2021 della Chiesa di Portonovo,
la pandemia non ha fermato il turismo:
l’hanno apprezzata 6.178 visitatori

ANCONA - In soli 6 mesi e 10 giorni di apertura è stato boom di visite, come racconta Maurizio Sebastiani (Italia Nostra). Non è mancata neppure qualche discussione tra i volontari addetti al servizio con chi non indossava la mascherina e con qualche no-vax che pretendeva di entrare senza green pass

La chiesetta di Portonovo vista dal mare

 

di Gianpaolo Milzi

Bella possibile nonostante penalizzata dal Covid e il periodo di stop dovuto ai lavori di manutenzione straordinaria, la Chiesa di Santa Maria di Portonovo. Per descrivere il bilancio positivo delle presenze e visite di cittadini e turisti per l’anno appena passato parlano i numeri: precisamente 6.178 persone (computate con un sistema meccanico anziché col registro cartaceo) in solo 6 mesi e 10 giorni di apertura invece che i 12 standard. Certo, quindi, meno delle 7.500 del 2020 e delle oltre 15.000 di media degli anni precedenti. Ma i numeri vano “ascoltati” bene: nel 2020 infatti l’incantevole edificio di culto in stile achitettonico romanico (uno dei più interessanti dell’Itala centrale) è rimasto fruibile dal pubblico per 7 mesi, in “epoca” pre pandemia per 12; e, facendo un semplice calcolo in proiezione proporzionale, se anche nel 2021 gli accessi fossero stati possibili per 12 mesi si sarebbe toccata più o meno quota 11.500.

«Per il 2021 siamo molto soddisfatti – dichiara Maurizio Sebastiani, presidente della sezione di Ancona di Italia Nostra, i cui volontari si sono presi cura di Santa Maria e hanno gestito i flussi – nonostante i limiti della normativa sul Covid che ci hanno consentito di accogliere i visitatori prima solo dal 2 al 12 febbraio, con la riapertura rimandata all’inizio dell’estate, a causa della chiusura imposta nel periodo 28 aprile/26 giugno dal cantiere edile della Soprintendenza per lavori di manutenzione straordinaria». Anche nel recente periodo di festività natalizie e di capodanno bilancio presenze in rosa, oltre un centinaio. Italia Nostra ha rispettato pienamente il protocollo redatto dalla Soprintendenza con la quale ha firmato la convenzione per la gestione della chiesa: entrate contingentate, all’ingresso controllo della temperatura corporea e possibilità di disinfettare le mani, obbligo di indossare la mascherina, rispetto del distanziamento sociale, e dal 16 settembre sorso controllo del “green pass”.

Misure che hanno indispettito qualcuno? Sebastiani: «Piena disponibilità da parte dei visitatori, salvo in due casi: a fine giugno un signore romagnolo si è spacciato per farmacista, sostenendo che non aveva la mascherina perché inutile, beh, è riuscito comunque ad entrare dall’ingresso posteriore, e quindi tra noi c’è stata, diciamo così, una discussione molto animata; tre tizi hanno dichiarato ad una nostra volontaria di essere no vax, e quindi senza green pass… è allora c’è stato un alterco, tutto qui». «Nel 2021 l’orario di apertura è stato comunque maggiore rispetto a quello minimo stabilito, – aggiunge il presidente di Italia Nostra – a causa della richiesta di visite extra orario che abbiamo ritenuto opportuno soddisfare nell’ambito della promozione dell’accesso del pubblico, con maggiore impegno dei nostri volontari». Volontari che si sono datti da fare davvero tanto e con grande passione, provvedendo periodicamente alla manutenzione ordinaria della chiesa, consistente in operazioni di pulizia interna ed esterna dell’edificio e delle pertinenze e di giardinaggio. All’esterno sono state officiate regolarmente le messe la domenica alle ore 9,30, come da autorizzazione della Soprintendenza, da metà giugno a fine agosto 2021. Ed è andata alla grande anche per le iniziative organizzate in collaborazione con l’associazione “Zona Musica” nell’area circondata dal verde prospicente la chiesa nel periodo giugno-novembre: ben 9, sempre raggiunto ma non sforato il tetto massimo di 30-40 persone imposto dalle normative anti-Convid sulle distanze di sicurezza.

Maurizio Sebastiani

«Misure anti-assembramento che purtroppo ci hanno costretto a sospendere gli eventi culturali che di solito organizziamo noi direttamente. – precisa Sebastiani – Ciononostante siamo riusciti ad offrire al pubblico, sempre previa autorizzazione della Soprintendenza, una bella manifestazione promossa dalla Fondazione Merloni». E ancora, da ricordare la lettura di canti della Divina Commedia di Dante Alighieri da parte della compagnia “Teatro Liolà (organizzata dalla Cgia) il 17 novembre e il concerto dell’8 dicembre, anche questo reso possibile con Zona Musica. Bella, un gioiello, la Chiesa di Santa Maria di Portonovo, tanto da essere citata dal Sommo Poeta nel XXI° canto del “Paradiso”. Paradisiaca, del resto, l’atmosfera che si respira spostandosi tra le cinque navate, le due cappelle laterali, l’abside semicircolare, le 12 colonne con capitelli ornati e i quattro pilastri che sostengono la cupola centrale d’ispirazione bizantina. Paradisiaco lo scenario naturale del retrostante Monte Conero, in cui la chiesa è magicamente inserita, sovrastando la scogliera di bianco calcare su cui è arroccata dal 1034. Una visita da non perdere. Ecco i giorni e gli orari di apertura: dal venerdì alla domenica 10.30-12,30 (in inverno); dal mercoledì alla domenica 16,30-19,30 (dal 15 aprile al 15 settembre).

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