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Infermieri scioperano in piazza
Saltamartini: «Battaglia legittima,
apriamo tavolo di contrattazione»

MOBILITAZIONE del Nursind, indetta per protestare contro le condizioni di lavoro a cui sono costretti gli operatori sanitari dall'avvento della pandemia. L'assessore regionale: «Vediamo quale può essere il percorso sui trattamenti di specificità». La segretaria provinciale Elisabetta Guglielmi: «Vogliamo essere chiamati nei tavoli come sindacato, essendo rappresentativi del maggior numero di iscritti»
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Nursind in sciopero oggi, ad Ancona il sindacato degli infermieri ha organizzato un presidio in piazza Cavour per protestare contro le condizioni di lavoro a cui sono costretti gli operatori sanitari dall’avvento della pandemia.

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L’assessore Filippo Saltamartini al sit-in

Presenti anche i consiglieri regionali Luca Santarelli (Rinasci Marche), lui stesso infermiere, e la consigliera regionale Simona Lupini del Movimento 5 Stelle, vice-Presidente della Commissione Sanità. E’ intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, che ha aperto al tavolo di contrattazione.

Le richieste del Nursind, a livello regionale, si basano sulla necessità di colmare una mancanza di infermieri che stimano attorno alle 3mila unità, mentre quelle sul piano nazionale vertono intorno all’equiparazione dei compensi alla media europea, al riconoscimento di professione usurante, al pagamento dell’indennità specifica infermieristica. L’assessore Saltamartini l’ha definita «una battaglia legittima», ribadendo ai manifestanti di essere al loro fianco: «Due battaglie precise si possono fare insieme: sui trattamenti di specificità degli infermieri e soprattutto vedere insieme quale può essere il percorso. Spero che potremo condividere tutto quello che potranno fare le Regioni e le Marche a livello di contrattazione nazionale».

simona-lupini-nursind«Come sanitaria, prima ancora che come cittadina, non potevo non esserci: tutto il Paese è in debito con gli infermieri e con le diverse categorie di operatori sanitari – ha dichiarato la consigliera regionale Simona Lupini -. Li abbiamo chiamati giustamente eroi per aver retto l’urto della pandemia, ma poi sono stati dimenticati da Finanziarie, Bilanci e Piani delle Asur. Ferie, assunzioni, salario accessorio: tutti dossier aperti da troppo tempo.

Il sistema Salute non esiste, senza infermieri, autisti soccorritori, tecnici, Oss. Ci sono sempre più casi nelle Marche in cui viene addirittura fatta cassa su soldi che spettano ai lavoratori per aver fatto straordinari, reperibilità, weekend. E’ importante che le lotte dei lavoratori della Sanità procedano unite, e con il massimo sostegno da parte di tutti i cittadini: la dignità del lavoro difende la nostra salute».

Il segretario regionale Nursind Donato Mansueto ha sottolineato l’importanza di sedere al tavolo di confronto: «Necessario che ci fosse anche il nostro sindacato per dare il contributo al miglioramento delle condizioni di lavoro degli infermieri».

nursind-protesta-cittadini-5-e1643390229912-325x312E’ la segretaria provinciale del Nursind, Elisabetta Guglielmi a stilare il quadro delle rivendicazioni del sindacato Nursind: «Manca una cabina di regia, una organizzazione capillare a livello regionale, Saltamartini ci mostrerà a giorni il piano pandemico, ma è evidente che si vive alla giornata.

I pronto soccorso sono pieni e non riescono a gestire i pazienti covid e solo in quel momento si cercano soluzioni. L’apertura a San Severino, ad esempio, non era stata decisa. Quello che non è accettabile e che non c’è programmazione: la cosa inconcepibile è che dopo 23 mesi di pandemia ancora si possa parlare di urgenza – sottolinea la segretaria provinciale del Nursind . La decisione di aprire un reparto arriva dall’alto e il servizio professione sanitario viene chiamato per dare operai, gli infermieri, come se fossero manovalanza pura, non viene chiamato prima per l’organizzazione.

nursind-protesta-cittadini-4-e1643391329342-325x280Quello che chiediamo è che vogliamo essere partecipi ed essere chiamati nei tavoli come sindacato, essendo rappresentativi visto il maggior numero di iscritti fra infermieri.

La Cisl regionale ci ha attaccato dicendo che non abbiamo proposte, quando invece ce ne sono – spiega Elisabetta Guglielmi . La più importante è investire nella medicina del territorio, ad esempio con l’infermiere di famiglia che va a supportare il medico di famiglia, visto che. il paziente dimesso sul territorio viene abbandonato. Abbiamo chiesto di affrontare la crisi del sistema di emergenza, se non ci sono medici ci sono infermieri e si possono attivare protocolli tramite percorsi studiati con l’infermiere che può coprire e dare un assistenza adeguata all’utenza e il medico che si attiva in un secondo momento se necessario. La possibilità di fare libera professione, come fanno i medici, andando in deroga a quanto dice lo Stato, ad esempio per andare in farmacia a fare i tamponi, togliendo il vincolo di esclusività anche con un bando è un’altra delle nostre proposte».

(Redazione Cm)

La consiliera regionale Simona Lupini (seconda da destra) con gli infermieri del Nursind in sciopero

«Sfruttati e ignorati dalle istituzioni» Gli infermieri scioperano dopo 23 mesi di pandemia

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