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Liomatic, trasferimenti dal 1 marzo:
«Dialogo aperto tra azienda e sindacati
per limitare i disagi ai lavoratori» 

ANCONA - Nel corso del primo incontro in Regione convocato stamattina dall'assessore Aguzzi, i vertici aziendali hanno ribadito la data di chiusura della sede di Jesi con lo spostamento di parte dei lavoratori nelle filiali di Pesaro, Macerata, Perugia e Arezzo, ma anche la volontà di di mantenere inalterati sia il perimetro occupazionale che la presenza nelle Marche. Con i rappresentanti di Filcams Cgil e Fisascat Cisl calendarizzate altre 3 riunioni bilateriali fino al 14 febbraio per mettere a fuoco, numeri, soluzioni alternative e sostegno economico per chi dovrà lavorare nelle destinazioni più lontane
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Liomatic, la sede di Jesi

 

 

Primo incontro interlocutorio questa mattina in Regione alla presenza dell’assessore Stefano Aguzzi tra i vertici aziendali della Liomatic, collegati in video conferenza, e le organizzazioni sindacali. L’azienda, leader di mercato della distribuzione automatica di alimenti e bevande, la scorsa settimana ha annunciato per il 1 marzo la chiusura della sede di Jesi con il trasferimento di una parte dei lavoratori (una ventina sui 40 comprensivi anche degli esterni) nelle filiali di Macerata, Pesaro, Perugia e Arezzo. Attorno all’analisi dei disagi che potrebbero derivare ai dipendenti dal provvedimento, è ruotato il confronto con i rappresentanti di Filcams Cgil e Fisascat Cisl. Al tavolo regionale, oggi la Liomatic ha confermato l’intenzione di rispettare la data dei 30 giorni per la chiusura del deposito jesino, rimarcando la sua volontà di non licenziare alcun lavoratore e di mantenere inalterati sia il perimetro occupazionale che la sua presenza e l’impegno sul territorio regionale.

Carlo Cotichelli

«L’azienda si è resa disponibile a seguire un percorso collettivo, superando quindi gli accordi individuali, per gestire gli eventuali disagi che potrebbero essere originati dai trasferimenti. – commenta Carlo Cotichelli (Filcams Cgil Ancona) – Abbiamo pertanto calendarizzato tre incontri bilaterali con la Liomatic a partire da venerdì prossimo e fino a lunedì 14 febbraio. Al termine le risultanze saranno rendicontate alla Regione Marche che ci ha chiesto di essere informata sugli sviluppi». Nel corso dei tre incontri che si svolgeranno nella modalità della video-conferenza, si cercherà di mettere a fuoco i criteri alla base dei trasferimenti e nella scelta delle nuove destinazioni. «Ragioneremo anche sui numeri che attengono ai trasferimenti per capire se possono essere ridotti, soprattutto quelli verso le filiali più distanti, – aggiunge Cotichelli – su soluzioni alternative come lo smart working. Se poi proprio fossero inevitabili valuteremo con l’azienda come accompagnarli con sostegni economici per chi dovrà cambiare residenza». Nel contesto non si profilano licenziamenti, ma ai sindacati resta qualche timore sulla prospettiva occupazionale nel breve – medio periodo. «Siamo convinti che con il dialogo la soluzione per Jesi sarà trovata – sottolinea il segretario di Filcams Cgil Ancona – Vorremmo però avere rassicurazioni di più ampio raggio sul piano industriale per evitare, magari, che tra un anno il problema si sposti su qualche altra provincia delle Marche».

Stefano Aguzzi

Al termine dell’incontro ha espresso soddisfazione  l’assessore al Lavoro Stefano Aguzzi . Durante l’appuntamento si sono evidenziate queste situazioni, ma, ha voluto chiarire l’assessore, «non c’è da parte dell’azienda la volontà di chiudere le proprie attività nelle Marche, si tratta di una loro riorganizzazione, quindi sarà chiusa una sede a Jesi ma saranno consolidate le sedi di Macerata e di Pesaro coinvolgendo anche i lavoratori oggi presenti a Jesi. Per una parte dei lavoratori non cambierà quasi nulla di fatto perché operano sul territorio al servizio di vari utenti; invece, per la parte impiegatizia che opera all’interno della sede saranno messi in campo dei trasferimenti in sedi diverse da quella jesina, Macerata, Pesaro e alcuni addirittura a Perugia e Arezzo. Si tratta ovviamente di disagi, ma non di licenziamenti, né delocalizzazioni, né chiusure d’impresa». Prendendo atto di questo, conclude l’assessore al Lavoro «la Regione ha raccomandato all’azienda di continuare il dialogo con le parti sindacali e tenere in grande considerazione i disagi dei lavoratori che dovranno spostarsi sul territorio. L’auspicio è che si trovino le soluzioni necessarie a garantire i dipendenti e tutte le fasi occupazionali».

 

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