
Mancinelli al cantiere dell’ex Verrocchio
di Martina Marinangeli
«Stiamo valutando l’idea di pubblicare un bando per contrattualizzare uno sciamano, data la serie di sfortune che si sono inanellate negli ultimi due anni». La butta sull’ironia la sindaca Valeria Mancinelli che questa mattina, affiancata dagli assessori Ida Simonella (Porto e Bilancio), Paolo Manarini (Lavori pubblici) e Stefano Foresi (Manutenzioni) ha aggiornato la road map dei tanti cantieri aperti in città, la maggior parte dei quali in ritardo sulla tabella di marcia.

Piazza del Crocifisso, agli Archi
Colpa di una «tempesta perfetta» – così la definisce la prima cittadina – che parte da lontano: alle difficoltà economiche che già stavano attanagliando le imprese, si è aggiunta la pandemia e, negli ultimi mesi, ci ha pensato il caro materie prime – diventate ormai merce rara – a dare il colpo di grazia. Ma «non resteranno incompiute», assicura la sindaca, che detta le nuove tempistiche cantiere per cantiere, tutti da portare a casa tassativamente entro fine mandato. Scendendo nel dettaglio, i lavori in piazza del Crocifisso saranno ultimati prima dell’arrivo dell’estate ed è l’area in cui si sta andando più spediti. Entro l’anno dovrebbero chiudersi anche i cantieri sotto i portici degli Archi ed in via Marconi (quelli avviati nel lato ferrovia), così come quelli dell’Iti Waterfront tra porto e lungomare. Nel pacchetto del Bando Periferie procedono invece a rilento i lavori in via XXIX settembre, dove il Comune ha notificato all’impresa l’intimazione a rispettare i tempi stabiliti, pena la risoluzione del contratto.

Il sacello medievale, inserito nel progetto del Waterfront
Se questo worst case scenario non dovesse verificarsi, il completamento dei lavori lungo il boulevard è previsto entro la fine dell’anno. Ancora più indietro la realizzazione dell’autostazione all’ex Verrocchio, dove tra il reperimento di manufatti degli anni ’50 che hanno richiesto l’interessamento della Soprintendenza e la difficoltà della ditta a trovare i ponteggi necessari a procedere, i lavori sono stati messi in stand by. Ora sono ripartiti e la sindaca aggiorna il cronoprogramma fissando il completamento entro la fine del suo mandato. «Quando smetterà i panni da sindaco – scherza – scriverà un libro sul “turismo burocratico” tra le diverse amministrazioni dello stato. Chiederò una collaborazione a Michele Serra perché sarà una tragicommedia. Se ci fosse ancora Fo, il “Mistero buffo” sarebbe stato perfetto per descrivere le difficoltà che si incontrano». Ma a parte i cavilli burocratici, a rallentare il tutto sono state le criticità incontrate dalle ditte.

Manarini Mancinelli Foresi oggi in conferenza stampa
«Dalla pandemia alla difficoltà nel reperire le materie prime, passando la grande richiesta di lavori che si è scatenata negli ultimi mesi, complici i bonus come il 110% e Facciate. Tutti problemi oggettivi e reali che vanno riconosciuti alle imprese. E per questo abbiamo concesso le proroghe ma, se dovesse venire meno l’adempimento delle clausole contrattuali, si procederà con la rescissione del contratto». Mentre si cerca di portare a casa con fatica quanto già avviato, si iniziano anche a porre i tasselli per il futuro prossimo, lastricato di risorse derivanti dal Pnrr e dalla nuova programmazione dei fondi europei. Oltre ai 20 milioni di euro intercettati da bandi nazionali per la rigenerazione urbana, si è giocato d’anticipo per farsi trovare pronti rispetto ai tempi strettissimi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Possiamo dire di essere uno dei pochi Comuni italiani ad aver già predisposto lo strumento contrattuale per affidare la progettazione degli interventi prima ancora di aver assegnati i fondi – spiega Mancinelli -: per accorciare i tempi della burocrazia sono già stati predisposti degli accordi quadro con le aziende appaltatrici proprio perché sapevamo che sul Pnrr la gestione dei tempi è decisiva».
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