Da giungla urbana a oasi verde:
la rinascita di via Maestri del Lavoro
grazie a due ‘residenti-giardinieri’

Roberto e Francesco con la bambola donata da una signora ucraina
di Giampaolo Milzi
Affermare che Roberto “Bob” De Santis e il suo amico più giovane Francesco Scibilia siano dotati di pollice verde è riduttivo, pensando che hanno tenuto a battesimo il grande parco pubblico che costeggia via Maestri del Lavoro, a poche centinaia di metri dal Teatro Panettone. E battesimo è la parola giusta, così come è corretto dire che questi due anconetani si sono trasformati in giardinieri, boscaioli, falegnami, carpentieri e spazzini. Eclettismo, arte d’arrangiarsi, lavoro appassionato.
Questa la formula della magia ecologica che ha consentito a questa zona, da sempre abbandonata al degrado e all’incuria totali, di rinascere a nuova vita, riacquisendo quella funzione di area verde attrezzata.
Bob e Francesco abitano nei due caratteristici palazzoni giallognoli, i più alti del rione Q2, che si fronteggiano nei pressi dello svincolo dell’asse nord-sud, e che come enormi alveari ospitano circa 200 famiglie. «Bob, mi ha chiesto di partecipare a questa avventura e io gli ho detto subito di sì. Quando mi affacciavo dalla finestra fissavo con tristezza mista a rabbia questa ampia area di giungla urbana», racconta Francesco. Via via negli anni, rovi, piante spontanee ed erbacce avevano costituito una quasi impenetrabile matassa, così alta e spessa da nascondere alla vista l’unica fontanella presente e il campetto di calcio. Una matassa aggrovigliata, popolata solo da topi e spazzatura, dov’era sparita ogni possibilità di una frequentazione pubblica in sicurezza.

Vista sul parco
Bob e Francesco hanno iniziato a dargli giù di gran lena nella primavera 2020, in piena Covid pandemia, con alcuni strumenti, tra cui una sega elettrica messa loro a disposizione da un residente della zona. «Ci teniamo a ricordarlo, quel signore, Riccardo Crescini, perché nel frattempo è deceduto. E non possiamo dimenticare l’aiuto dei residenti, sempre più numerosi a fare il tifo per noi, a darci una mano anche in modo fattivo». Anche la richiesta porta a porta nei due edifici “alveare” ha dato frutti: Bob e Francesco hanno messo su un gruzzoletto per sostenere le spese della loro avventurosa impresa di cittadinanza attiva. Il risultato? Un grande parco-giardino in salita, delimitato nella quota inferiore da una nuova staccionata in legno ritinteggiata in marrone e bianco. Il campetto di calcio è stato risistemato e de-cementizzato su iniziativa del Comune. «Per questo aspetto dobbiamo ringraziare soprattutto il consigliere comunale Massimo Mandarano. – sottolinea Bob – E’ stato lui a convincere gli assessori municipali Foresi e Guidotti (rispettivamente con delega alle Manutenzioni e allo Sport ndr.) a constatare i risultati straordinari del mostro lavoro». E così, il campetto da qualche mese è in erba. E che dire della murata di delimitazione dell’area in alto? Era grigia, modello carcerario, adesso è coloratissima, ornata dai murales di artisti graffitari di strada.
In cima al crinale, ecco uno dei tre spazi di sosta pedonale che Bob e Francesco hanno predisposto, usando materiali di legno riciclato, con tanto di sedie e tavolini. Quanto agli alberi presenti, hanno beneficiato di una accurata manutenzione, non solo mirata alla loro salubrità. In alcuni esemplari più robusti i due amici hanno creato – sempre usando legno riciclato e rimodellato – passaggi e postazioni su cui ci si può arrampicare per gioco: su uno ci si può addirittura stendere e rilassare; i rami di un altro reggono un’altalena; uno spesso nastro teso fra due tronchi serve per esercizi di equilibrismo.
Tornando a scendere, ecco una specie di giardinetto nel mega-giardino, dove i nostri eco-eroi hanno piantato delle palmette. E’ il primo passo per il progetto volto alla creazione di un piccolo orto botanico. Nella stessa zona, una strana pianta con ramificazioni a dedalo è stata “adottata” e rifinita perché diventasse una specie di capanna.
Ormai, il nuovo parco è frequentato da tantissima gente del quartierone, gente di ogni età. C’è chi gioca, chi fa jogging, passeggia, porta a spasso il cane. Come il signor Fabio: «A questi due dovrebbero dare una medaglia al valor civile», esclama indicando Bob e Francesco. Poco più in là, alcuni giovani seduti a un tavolino, ridono e scherzano. Nell’oasi-parco del Q2, hanno organizzato anche feste aperte a tutti: «Grande la partecipazione all’evento dell’8 dicembre scorso, giorno della Venuta, grazie anche alle castagne che abbiamo arrostite per l’occasione. E poi, chi se la scorda la serata di Capodanno». Un’ultima considerazione, da Bob e Francesco: «Abbiamo voluto fare un regalo a questa parte del Q2, in modo disinteressato. E siamo felici, perché in cambio abbiamo avuto solidarietà, gesti di bontà dai residenti e nuove amicizie. Un esempio? Una signora ucraina ci ha donato una stupenda bambola, è lei la pacifica mascotte del parco-giardino».



Il parco nel 2020

L’ingresso al campetto nel 2020

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