Addio a Gilberto ‘Gibo’ Balducci,
gli amici ‘Bibaroli’:
«Un ragazzo dall’immensa gioia di vivere»

LUTTO -Se n'è andato all'età di 64 anni ieri all'ospedale di Macerata. Lo piangono la comunità di Osimo dove era nato e quella di Cingoli dove viveva con la famiglia e dove domani si svolgeranno i funerali

Gilberto ‘Gibo’ Balducci

 

 

Due città in lutto per la morte di Gilberto Balducci. Il 64enne, nato ad Osimo e residente da tempo a Cingoli, si è spento ieri all’ospedale di Macerata, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Aveva scoperto di essere malato da pochi mesi, il dipendente  del Comune di Macerata che aveva lavorato nel centro cottura delle mense scolastiche e più di recente nella biblioteca comunale. Ha lottato con coraggio ma alla fine si è dovuto arrendere.  ‘Gibo’ come lo chiamavano gli amici, se n’è andato attorniato dell’affetto della moglie Maria Rita, dei figli Leonardo ed Eleonora e dei genitori Bruna ed Emilio e dei fratelli Gianfranco e Gianluca che gli sono rimasti accanto. Questa mattina è stata aperta la camera ardente nella casa del commiato ‘Gigli Sabbatini’ di via Gigli 34 a Cingoli. La messa d’addio è fissata per domani, 26 marzo, alle 10 nelle chiesa di San Esuperanzio di Cingoli, poi il corteo proseguirà verso il locale cimitero per la sepoltura.

Lo ricordano con affetto i “Bibaroli”, il folto gruppo di amici che Gilberto frequentava ancora, che negli anni Ottanta facevano tendenza e  si ritrovavano nello storico Bar Centrale di ‘Biba’ Fiorani di piazza Boccolino a Osimo. «Caro Gilberto, stavolta ci hai fregato tutti – hanno scritto gli amici di sempre nel messaggio sui manifesti di cordoglio fatti affiggere ad Osimo – Tu, così gioviale, così compagnone e pieno di allegria, te ne sei andato con un silenzio ed una solitudine che non ti appartengono. Nella tua vita hai sempre cercato gli altri. La compagnia era per te come l’aria, come l’acqua: era la tua fonte di vita da cui anche noi, gli amici del bar, abbiamo attinto a piene mani, ubriacandoci con la tua immensa gioia di vivere. Le risate, gli sfotto’, le barzellette, risuonano ancora su quella piazza che ci ha visto vivere “i migliori anni della nostra vita”. Adesso, per favore, trova un bel bar e occupane tutte le sedie perché un giorno ci rivedremo lassù, al “Bar del Cielo”, quel bar che non chiude mai. Sai che risate!” Ciao Gibo».

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