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Parco del Granita, dopo sanzioni
e diffide per gli orti abusivi
verrà disposta la ripulitura forzata

JESI - Scatta la tolleranza zero per una situazione non più tollerabile, con costi che saranno addebitati a carico degli inadempienti. La Polizia locale avrà il compito di riportare lo stato dell'area verde alle condizioni proprie che la destinano alla fruizione pubblica
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I servizi di pattugliamento nei parchi di Jesi

 

 

 

Dopo le ripetute sanzioni comminate per l’occupazione abusiva, la realizzazione di orti, baracche e recinti per animali da cortile e riscontrato che le diffide al ripristino della situazione originaria non hanno avuto seguito da parte dei responsabili, partiranno a breve, a cura del Comune di Jesi, le inevitabili azioni di ripulitura forzata del parco del Granita, con costi a carico dei soggetti inadempienti.

«Una situazione non più tollerabile, rispetto alla quale la Polizia locale era più volta intervenuta, anche su segnalazione dei residenti, con l’obiettivo di riportare lo stato del parco alle condizioni proprie di un’area verde destinata alla fruizione pubblica. – ricorda una nota del Comune di Jesi – La zona tra l’altro è destinata prossimamente ad una piena riqualificazione grazie al sostanzioso contributo ottenuto con i fondi del Pnrr. Parliamo del primo bando vinto dal Comune di Jesi insieme a Maiolati, Castelbellino e Monte Roberto. Tra i 15 milioni concessi, le risorse destinate alla nostra città saranno utilizzate, oltre al recupero e alla riqualificazione del Cascamificio e del San Martino, anche per la realizzazione di un percorso ciclopedonale che da sotto le mura arriverà proprio al parco del Granita dove verrà allestita un’area giochi. Qui sarà anche realizzato un ponte pedonale per attraversare il Granita stesso e dunque collegare il quartiere San Giuseppe con il quartiere ex Smia».

L’area destinata al parco del Granita, per altro, sarà ulteriormente ampliata, ricomprendendo, con un opportuno intervento di riqualificazione di cui già sono disponibili le risorse, anche la zona dove insistevano due manufatti abbandonati facenti parte di una vecchia unità immobiliare di campagna, abbattuti recentemente dall’Area Servizi Tecnici del Comune.

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