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Ordinanza anti-alcol, «prorogato
il proibizionismo targato Mancinelli»

ANCONA - Alessio Moglie, portavoce Aic, contesta la decisione del sindaco di prolungare fino a fine anno il divieto di consumare alcolici dalle 21 alle 7 in tutte le aree pubbliche o private a uso pubblico. «Nessun progetto complessivo del divertimento in città ma solo ordinanze proibitive e telecamere per controllare. I giovani anconetani sono stufi e sono sicuro si faranno sentire»
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Alessio Moglie

 

 

«La miglior sindaca del mondo ha deciso di prorogare l’ordinanza che vieta la consumazione di alcol dalle 21 alle 7 in tutte le aree pubbliche o private a uso pubblico. Inoltre, per quanto riguarda la zona del Piano, il divieto varrà tutto il giorno. Questo è il metodo con cui la sindaca e la sua giunta intendono rilanciare Ancona e renderla attrattiva sia per chi viene da fuori sia per chi la vive quotidianamente. Però fermi tutti, ci sono i concerti alla Mole, cosa vi lamentate a fare anconetani?» E’ la reazione Alessio Moglie, portavoce Aic, dopo la decisione del sindaco di Ancona di prorogare fino a fine anno l’ordinanza anti-alcol.

«Non se ne può più di questa chiusura mentale e di questa concezione retrograda e proibizionista. La ‘movida’ (fa già ridere chiamarla così) di un capoluogo di regione si concentra in una piazza, salvo d’estate dove ci è concesso andare addirittura anche alla Mole (Lazzabaretto). Per non parlare della misura riguardante il Piano: luogo difficile da gestire, che necessita di decoro e vita per l’integrazione. Sicuramente questo è il metodo peggiore per raggiungere detti obiettivi a nostro parere. I giovani anconetani sono stufi e sono sicuro si faranno sentire, perché così non è più possibile andare avanti: nessun progetto complessivo del divertimento in città, ordinanze proibitive e telecamere per controllare. Una città sotto assedio dell’Amministrazione».

 

Ordinanza anti alcol: prorogata fino al 31 dicembre

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